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"La malattia si vince correndo", due torinesi emofilici alla maratona di New York

Alberto e Salvo nel gruppo di cinque atleti che ha compiuto un’impresa senza precedenti: correre per oltre 42 km nonostante gli effetti di una malattia ritenuta sinonimo di immobilità

Per la prima volta c'erano anche due pazienti del Centro emofilia dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino tra i cinque “runners” emofilici che domenica scorsa hanno portato a termine con successo la Maratona di New York.

Alberto e Salvo, rispettivamente 30 e 46 anni, entrambi torinesi, hanno fatto parte del quintetto di temerari che nella Grande Mela ha compiuto un’impresa e infranto un tabù: correre una maratona dimostrando che il paziente emofilico, allenato e seguito in modo adeguato, non è affatto destinato all’immobilità. "Hanno fatto qualcosa di davvero straordinario che servirà da esempio e darà fiducia a tutti gli emofilici d’Italia e non solo", afferma la dottoressa Maria Messina, responsabile del Centro regionale per le malattie emorragiche e trombotiche ereditarie in età pediatrica della Città della Salute e della Scienza di Torino. "Abbiamo seguito passo passo Alberto e Salvo durante tutta la loro preparazione. Anche domenica scorsa, con grande emozione, lungo tutti i 42 km della corsa attraverso l’app ufficiale della Maratona di New York".

L’emofilia è una malattia rara congenita che si spiega con l’assenza di una proteina necessaria alla coagulazione del sangue: una delle sue conseguenze è l’artropatia emofilica, favorita dai sanguinamenti spontanei che possono riguardare le cavità articolari. Tutti e cinque i runners impegnati domenica scorsa sulle strade della Grande Mela ne sono stati colpiti e, nel corso degli anni, si sono dovuti sottoporre a un intervento di chirurgia maggiore per impiantare una protesi laddove (ginocchio o anca) l’artropatia aveva compromesso l’articolazione.

Hanno ripreso la loro vita di tutti i giorni ma quest’anno sono andati oltre e hanno osato l’impossibile. Sotto la guida della dottoressa Eleonora Forneris, fisioterapista borsista del Centro Emofilia del Regina Margherita, hanno intrapreso un programma personalizzato di allenamento che li ha visti correre in strada e su pista, allenarsi in palestra e in piscina, arrampicarsi sulle montagne del Piemonte e della Francia con una serie di escursioni a intensità crescente. "Tutti questi allenamenti, resi possibili dalla terapia medica e fisioterapica, hanno migliorato notevolmente le condizioni cliniche del loro sistema muscolo-scheletrico ed hanno consentito performance fino a ieri ritenuti impossibili", spiega la dottoressa Forneris che ha seguito di persona la spedizione a New York e corso assieme ai due runners torinesi.

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