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Sporchi e vandalizzati: i toret della città se la passano male

I toret della città sono sempre più spesso vittime dei writers e dei vandali: anche se sono sempre più spesso elevati a simbolo di Torino, i toret meriterebbero più riguardo

Sono un piccolo patrimonio di Torino, ma vengono spesso maltrattati e imbrattati: sono i toret, uno dei simboli della nostra città. Piccole "sentinelle" di Torino, che la vegliano in ogni angolo delle sue strade e che rinfescano i suoi abitanti con la loro acqua zampillante.

Nonostante siano sempre più considerati una peculiarità e un simbolo della nostra città, i toret - che hanno anche la loro veneranda età, essendo in funzione da ben oltre mezzo secolo - sono spesso sporchi, imbrattati, rovinati. In ogni angolo della città c'è un toret che se la passa male: da quello di via Barbaroux al quale hanno segato le corna a quello di piazza Livio Bianco, che assomiglia più a un murales che a una fontanella. E avanti di questo passo: in via Guido Reni, presso la cascina Giajone, il toret è sporco e intasato; stesso dicasi per quello del parco Ruffini, davanti al palazzetto dello sport. Altrove le fontanelle sono del tutto a secco: come in via Cimabue.

Insomma, i toret della città se la passano male. Anche se sono una "specie protetta" (come ben dimostra l'affetto che i membri del sito www.ilovetoret.it dimostrano nei loro confronti, o l'attenzione che il merchandising della città ha messo nei loro riguardi) sono sempre più spesso sporchi e vittime dei writers. Specialmente in questi giorni, in cui i turisti dei World Masters Games sono arrivati a Torino in frotta, si poteva dare loro una buona ripulita: uno dei simboli della città ci avrebbe di sicuro guadagnato.

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