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La droga sequestrata nell'operazione di via Verolengo a novembre 2016

La droga sequestrata nell'operazione di via Verolengo a novembre 2016

Sgominata organizzazione da tonnellate di droga: 22 arresti, altri 10 sono ancora ricercati

In parte finanziavano i jihadisti

Ventidue persone, principalmente italiane e marocchine, sono state arrestate nella mattinata di oggi, giovedì 5 luglio 2018, e altre dieci sono tuttora ricercate nell'ambito di un'operazione antidroga denominata Tabanus messa in campo dalla questura di Torino in collaborazione con quelle di Biella, Cuneo, Savona, Roma, Varese e Vercelli.

I provvedimenti cautelari, firmati dal giudice per le indagini preliminari Silvia Carosio su richiesta del pm Paola Stupino, che ha coordinato le indagini durate due anni, sono scaturiti da alcuni grossi sequestri di hashish eseguiti in particolare nel biennio 2016-17. Nel corso dei vari interventi prima di oggi sono state arrestate altre 20 persone e sequestrati una tonnellata di droga e 100mila euro in contanti.

Il punto di partenza dell'indagine era stato un inseguimento con rocambolesco incidente avvenuto nell'agosto 2016 in via Tolmino. Allora nella vettura che si era schiantata contro il parapetto del ponte sulla ferrovia era stata trovata un'ingente quantità di droga ed era stato arrestato un trafficante marocchino.

Le indagini svolte avevano consentito di individuare uno dei depositi della droga a Torino in un box di via Verolengo. Qui erano stati
recuperati 400 chili di droga tra hashish e marijuana nel novembre del 2016. La droga era marchiata con nomi convenzionali sui panetti che ne contraddistinguevano la qualità.

Il trafficanti facevano riferimento a un latitante marocchino, produttore di hashish in patria, già colpito da altre indagini e condannato in
diversi procedimenti ad una pena complessiva di 23 anni di carcere. Quest’ultimo soggetto è legato a un connazionale già detenuto per altra causa, broker della droga, già noto come radicalizzato e sospetto jihadista, impegnato nel riciclaggio del denaro del gruppo criminale dei trafficanti attraverso sofisticati sistemi bancari paralleli denominati Hawala Bazkka, che facevano giungere il denaro nel nord Africa.

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