Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Processo Thyssen, l'imputato si commuove in aula: "Erano miei amici"

Cosimo Cafueri: "Non c'è giorno in cui non pensi a quella notte. Io li conoscevo tutti. E con molti di loro avevo un rapporto che andava al di là dell'essere colleghi"

Colpo di scena durante l'udienza di questa mattina all'interno del Palazzo di Giustizia di Torino. Uno degli imputati del processo ThyssenKrupp, il responsabile della sicurezza dello stabilimento, Cosimo Cafueri, si è commosso mentre stava leggendo una sua breve dichiarazione spontanea. "Non c'è giorno in cui non pensi a quella notte. Io li conoscevo tutti. E con molti di loro avevo un rapporto che andava al di là dell'essere colleghi".

Cosimo Cafueri è accusato di omicidio colposo e lui le vittime le conosceva. Con due di queste in particolare, Rocco Marzo e Rosario Rodinò, aveva un rapporto diverso che andava oltre l'essere lavoratori nello stesso stabilimento, quello di corso Regina Margherita. Con Marzo erano amici, con Rodinò si era avvicinato quando lo aveva raccomandato ad un suo conoscente per una ditta di Avigliana.

"Nel corso della mia attività - ha precisato Cafueri - ho migliorato la sicurezza di molti impianti contribuendo a ridurre il numero degli infortuni. Quell'evento del 2007 non ha avuto niente a che fare con quanto avevo conosciuto in trent'anni di stabilimento. Se avessi avuto sentore che poteva accadere, mi sarei dimesso e avrei denunciato l'azienda".

Per l'imputato Cosimo Cafueri la pubblica accusa ha chiesto la riduzione della pena a dieci anni. Inizialmente la richiesta era di tredici anni e mezzo. Per gli cinque dirigenti è stata invece ribadita la proposta di confermare le condanne inflitte in primo grado.

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