Cronaca

Rimborsopoli, parla la difesa: contestate ricariche telefoniche e utenze

Sono oltre 900 i testimoni che dovranno essere ascoltati nei prossimi mesi dal giudice Silvia Bersano Bejey. Tra le spese contestate anche ricariche telefoniche intestate a parenti

Parla la difesa stamane al processo Rimborsopoli che vede imputati l'ex governatore Roberto Cota - presente in aula - e 23 ex consiglieri regionali con l'accusa dei peculato.

Dopo la precedente udienza nella quale il capitano della Guardia di Finanzia Francesco Mangano aveva enuciato i dettagli salienti del filone d'inchiesta, oggi, la difesa degli imputati ha proceduto alle eventuali contestazioni.

Tra le spese imputate agli ex consiglieri vi sono biglietti per partite di calcio, centri estetici, locali per intrattenimento notturno - night - e numerose ricariche telefoniche, spesso relative a numeri che in realtà risulterebbero intestati ad altre persone. Nel caso di Michele Giovine, emerge, in particolare un'utenza telefonica riconducibile al padre che sarebbe stata ricarica mediante l'utilizzo degli stessi rimborsi. 

Riconducibilità che, secondo lo stesso Mangano, sarebbe stata ravvisata attraverso l'utilizzo delle banche dati, malgrado la stessa difesa contesti - in realtà - l'intestazione l'utenza medesima.

Sono oltre 900 i teste che dovranno depositare la loro testominianza all'interno del processo Rimborsopoli che si prevede andare avanti per molto tempo. Fissata, al momento, una calendarizzazione delle udienze fino al prossimo luglio.

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