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Cronaca

Luciano Moggi diventa giornalista: "Sul calcio non sempre si scrive la verità, spero di farlo io"

Dopo anni di carriera come dirigente di Roma, Lazio, Torino, Napoli e Juventus per Luciano Moggi è giunto il momento di diventare giornalista. Oggi ha partecipato alla cerimonia di consegna del tesserino presso l'Ordine dei Giornalisti di Torino

Non è mai troppo tardi per diventare giornalisti, soprattutto quando la propria vita è stata un susseguirsi di avvenimenti importanti, una continua salita verso i vertici più ambiti del mondo del calcio. Ed è così che stamane, all'Ordine dei Gionalisti di Torino, timidamente nascosto tra le tante "matricole" che si affacciano al mondo del giornalismo, alla consegna dell'ambito tesserino, c'era anche Luciano Moggi, ex dirigente sportivo e manager calcistico italiano.

Dopo aver scritto - insieme a molti altri - la storia di squadre come Roma, Lazio, Torino, Napoli e Juventus per cui è stato dirigente, dopo esser stato coinvolto nello scandalo sportivo noto come Calciopoli, per Luciano Moggi - che attualmente collabora con il quotidiano Libero e per il sito web del settimale Tempi - è giunto il momento di ricevere l'agognato tesserino, il bramato riconoscimento che a cui tutti i giornalisti ambiscono.

"Mi hanno vestito di bianconero, ma questo non mi esime dallo scrivere cose negative sulla Juventus - ha racconatto Luciano Moggi -. In ambito sportivo non sempre le cose vengono raccontante come sono realmente accadute".

Ha parole forti Luciano Moggi che, sulla sua vita, ha scritto anche un libro "Il pallone lo porto io", dove racconta tutto quello che non ha mai detto a partire dal calcio, alle trattative e agli spogliatoi: "L'Ordine dei Giornalisti dovrebbe colpire chi non si attiene alla verità e vuole raccontare la sua di verità - conclude l'ex dirigente della Juventus -. Spero di essere il giornalista che con il buon senso dice le cose come stanno".

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