Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Terrorismo, indagati 5 fratelli libanesi che avrebbero riciclato denaro per Hezbollah

Secondo quanto emerge dalle indagini della guardia di finanza e della procura di Torino i cinque, attraverso la compravendita di macchinari industriali, avrebbero pulito denaro per finanziare le attività del partito militare libanese

Sono accusati di riciclare denaro per Hezbollah i cinque libanesi indagati nel cuneese. Secondo quanto emerge dalle indagini della guardia di finanza, coordinate dalla procura di Torino, i cinque avrebbero ripulito i soldi provenienti dal traffico di droga comprando, per conto di alcune società, macchinari industriali di vario genere. 

Nello specifico dei circa settanta milioni di transazioni finanziarie eseguite dalle società riconducibili ai cinque libanesi, sarebbero solamente 35 i milioni su cui si sono concentrate le indagini. Il denaro arriverebbe dai conti correnti di società libanesi inserita all'interno di una black-list americana su un circuito di riciclaggio internazionale di denaro riconducibile alle attività di Hezbollah. Le indagini, coordinate dal pm Antonio Rinaudo, della Dda di Torino, sono sotenute anche da alcune note inviate alla polizia italiana dagli uffici della Central Intelligence Agency e dal Federal Bureau of Investigation americani. 

L'ipotesi avanzata dagli investigatori è che i cinque abbiano pulito il denaro sporco ed inoltre che le aziende di cui sono titolari possano essere inserite all'interno di uno schema di attività vicine ad Hezbollah. Gli uomini del Nucleo di polizia Tributaria della guardia di finanza hanno eseguito diverse perquisizioni e notificato i cinque avvisi di garanzia. Sono indagati per l'ipotesi di avere finanziato il terrorismo e per riciclaggio internazionale. 

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