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A Chivasso un tentato suicidio poteva essere causa di una strage

L'esplosione di sabato avrebbe potuto fare diverse vittime. Quando la palazzina del centro è stata distrutta all'interno quasi tutti i residenti erano assenti. Resta grave un 37enne

Lo scoppio che sabato pomeriggio ha distrutto una palazzina nel centro di Chivasso potrebbe essere stata causata da un tentato suicidio. Questa è l'ipotesi che prende sempre più piede con il passare dei minuti, soprattutto dopo il lungo sopralluogo effettuato dai Carabinieri.

Sarebbe stato trovato il tubo di un gas, sotto un lavandino, tranciato di netto. Ecco perché le forze dell'ordine temono che l'inquilino di 37 anni estratto tra le macerie e trasportato in elicottero al Cto abbia tentato il gesto estremo.

Per fortuna quando c'è stata l'esplosione nell'edificio molti residenti non si trovavano in casa. Gli inquilini al piano terra e al secondo piano erano via. Un'anziana signora era andata a trovare la figlia. Un altro signore si trovava, e si trova tuttora, in vacanza, così come una donna di origini marocchine con le sue due figlie.

Restano gravissime invece le condizioni del ragazzo romeno di 37 anni estratto tra le macerie dai Vigili del Fuoco. Sarebbe stato lui a tentare il suicidio. Ha riportato ustioni sul 90% del corpo di secondo e terzo grado ed è ricoverato nel reparto grandi ustionati dell'ospedale Cto di Torino.

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