Tre giovani benestanti rapinatori "per noia", arrestati

Presi pochi istanti prima di mettere a segno un sequestro di persona. I ragazzi hanno 23,24 e 28 anni

Il luogo dell'arresto di uno dei tre giovani

Rapinatori figli di famiglie benestanti "per noia". E' quanto hanno scoperto gli agenti del commissariato di Ivrea, che hanno arrestato tre giovani proprio mentre stavano per colpire un anziano a Montalto Dora, in località Santa Croce. 

L’intenzione della banda, che è seriale perché ha colpito piu volte nella zona e agiva sempre utilizzando un'Alfa Romeo Mito di proprietà di uno dei tre, era di sorprendere il pensionato al momento del rientro nella propria abitazione, effettuando un sequestro di persona finalizzato a ottenere informazioni sul luogo in cui deteneva cassaforte e soldi. I poliziotti, che seguivano e monitoravano i malviventi da tempo, si sono però appostati nel luogo dove era stato programmato il sequestro. Appena i tre sono entrati in azione sono stati fermati.

Si tratta di un 28enne di Montalto Dora, di un 24enne di Azeglio e di un 23enne di Ivrea, tutti italiani. Erano mascherati con passamontagna, berretti e scaldacollo e avevano con sé del nastro isolante per legare le mani della vittima, due pistole prive di tappo rosso, di cui una scacciacani e una pistola per softair, guanti in lattice e da lavoro, tre ricetrasmittenti.

Due di loro sono stati identificati come responsabili di altri colpi tra cui la rapina a mano armata ai danni distributore di carburante Vargas di Montalto Dora lo scorso 11 ottobre (bottino 2.600 euro) e due furti: uno a un magazzino della Città metropolitana a Borgofranco d'Ivrea, dove furono rubate motoseghe e decespugliatori (refurtiva sequestrata nelle loro abitazioni e in un magazzino al Mulino di Albiano d'Ivrea), un altro nel cantiere del supermercato Lidl in corstruzione a Ivrea.

In programma, secondo quanto emerso, avevano anche il furto alla pizzeria dove lavorava uno dei tre come cameriere, a Borgofranco d'Ivrea. Il ragazzo si era fatto consegnare le chiavi dal titolare, con uno stratagemma, ma per ragioni contingenti non sono riusciti a mettere a segno il colpo.

Le perquisizioni domiciliari nelle abitazioni degli arrestati hanno permesso di scoprire altre armi, materiale esplosivo, una pistola lanciarazzi e una grande quantità di refurtiva. Tra le armi, anche una pistola con proiettili rubati a Cigliano (Vercelli) nel 2015.

Oltre ai tre, accusati di rapina aggravata e altri reati in concorso, gli agenti hanno denunciato a piede libero per ricettazione un altro ragazzo italiano di 21 anni residente a Vestigné. A casa di quest’ultimo, durante la perquisizione sono stati trovati la pistola rubata ma anche un cinturone e di una paletta della polizia locale rubati a Palazzo Canavese.

I ragazzi arrestati, secondo quanto emerso dalle indagini, si sentivano impuniti ed erano in competizione con le forze dell'ordine. Quando erano senza soldi commettevano reati. Sul profilo Facebook di uno dei tre c'era la foto con il messaggio: "Tra il dire e il fare c'è di mezzo il coraggio. E la capacità".

 

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