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Scomparso il 9 aprile, Quirico chiama casa: "Sono papà, sto bene"

Emozione e gioia, tanta gioia, ma anche ansia e cautela. La telefonata durata pochi secondi ha fatto tirare un grosso respiro di sollievo alla moglie e alle due figlie. Ma il momento è ancora delicato

Una telefonata di pochi secondi che ha cambiato l'umore di un'intera famiglia. Ieri a Villa Graziella, nel rustico di famiglia tra le colline di Govone, il telefono è squillato e quando Eleonora ha risposto ha sentito la voce del padre, Domenico Quirico che le ha detto un rassicurante: "Sono papà, sto bene…". Poche parole che però hanno rafforzato la speranza di riabbracciarlo - mai venuta meno - della moglie, Giulietta, e delle due figlie, Eleonora e Metella.

Quirico, giornalista del quotidiano La Stampa, è scomparso lo scorso 9 aprile in Siria. Anche la figlia maggiore ventiseienne laureata in Archeologia lo avrebbe dovuto raggiungere quando la scomparsa del papà ha sospeso come in un limbo le loro vite. Cinquantotto giorni passati senza avere notizie, un appello lanciato su tutti i media e poi, quando meno se lo sarebbero aspettate è arrivata la chiamata che ha dato emozione e tanta gioia.

Non si è ancora arrivati però al lieto fine. C'è ancora ansia e cautela perché il giornalista non è ancora rientrato e il "momento è delicato", come sottolineato dal direttore della Stampa Mario Calabresi e dalla Farnesina.

"Non vedo l'ora di riabbracciarlo, per me è un grandissimo amico", dice il sindaco Fabrizio Brignolo di Asti, città natale di Quirico. Sulla giacca ha una coccarda gialla, il simbolo americano di chi aspetta il ritorno di un proprio caro da lontano, e un desiderio: "organizzare una grande festa per il ritorno di Domenico".

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