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Telecom, l'allarme dei sindacati: "A rischio 2400 posti di lavoro"

L'allarme dei sindacati di categoria lanciato oggi durante una riunione con i parlamentari piemontesi: circa 2.400 su 4.500 posti di lavoro sarebbero a rischio

Oltre la metà dei posti di lavoro della Telecom in Piemonte sono a rischio: a dare l'allarme sono i sindacati di categoria Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, che oggi hanno incontrato i parlamentari piemontesi lanciando l'allarme: nella Telecom, circa 2.400 su 4.500 posti di lavoro sarebbero a rischio.

All'incontro con i parlamentari piemontesi erano presenti diversi esponenti del Pd (Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi, Umberto D'Ottavio,Paola Bragantini) e Marco Scibona del Movimento 5 Stelle. "Non c'è chiarezza - è quanto hanno affermato Antonio Bonomo (Fistel), Elena Russo (Slc) e Ivano Griffone (Uilcom) - sul piano industriale e sulle sue ricadute sull'occupazione, dopo l'aumento di Telefonica all'interno di Telco, azionista di riferimento di Telecom Italia. Se fossero messi in vendita asset importanti del gruppo come quelli in Brasile e Argentina il calo del fatturato provocherebbe una forte flessione dei dipendenti. Chiediamo ai parlamentari di vigilare perchè Telecom è forse l'ultima grande azienda italiana su cui è doveroso investire".

"Cominceremo già in questa settimana una serie di incontri con i sindacati in ottava commissione al Senato perchè, a prescindere dalla vicenda Telefonica, siamo molto preoccupati per le prospettive occupazionali di Telecom", ha detto Esposito.

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