Cronaca

Tubercolosi, si valuta il ritorno del certificato medico a scuola

L'assessore regionale alla Sanità Monferino ha tranquillizzato tutti per i casi di tubercolosi a Torino. La Regione intanto pensa di reintrodurre il certificato medico per il rientro a scuola

In queste settimane a Torino c'è un po' di "paura tubercolosi",complici i sette casi segnalati alla Procura di Torino nel mese di novembre. A ridimensionare il tutto e calmare un po' le acque ci ha pensato l'assessore regionale alla Sanità, Paolo Monferino. "In Piemonte si registrano nove casi di tubercolosi l'anno ogni 100 mila abitanti, con valori di incidenza che non si discostano da quelli nazionali". "Se si considerano solo i casi di malattia potenzialmente trasmissibile - precisa Monferino - i tassi di incidenza scendono a 3 su 100 mila. Anche la distribuzione per età è paragonabile con il livello nazionale. In Italia i casi pediatrici (0-14 anni) corrispondono a circa il 3% del totale dei casi segnalati nell'anno (circa 20 casi), in Piemonte al 3,5%".

"Nella nostra Regione - aggiunge l'assessore - la maggior parte dei casi si manifesta in modo sporadico, solo raramente emergono piccoli focolai epidemici di tipo familiare e, sempre raramente, la trasmissione dell'infezione può avvenire all'interno di comunità. La tubercolosi è prevenibile e curabile, la principale misura di prevenzione è trovare, curare e isolare tempestivamente i malati. Per ogni caso segnalato viene effettuata un'inchiesta epidemiologica mirata a risalire alla possibile fonte del contagio e a identificare eventuali soggetti infetti. Vogliamo rassicurare i piemontesi - dice ancora Monferino - affinché non si diffondano inutili preoccupazioni. I nostri centri di monitoraggio hanno incrementato la loro attività per tenere sotto controllo la situazione.


"Stiamo valutando la possibilità di reinserire l'obbligo del certificato medico che attesti l'avvenuta guarigione degli alunni nelle scuole, procedura che è stata sospesa nel 2008 e che, per essere riattivata, richiede la modifica della relativa legge regionale. E una procedura che riteniamo comunque necessaria per monitorare ed eventualmente isolare casi di malattie infettive. Questo anche alla luce - conclude - di un aumento dell'immigrazione e delle malattie che a volte ad essa sono legate". (Ansa)

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