Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Piazza Castello

"Je suis taxi legale", in città i tassisti scendono in piazza contro Uber

Erano circa duemila i tassisti provenienti da Genova, Milano, Roma e Napoli scesi per le vie del centro cittadino a chiedere che venga fatta chiarezza e sia regolamentata la situazione di scompenso creata dall'applicazione per smartphone di servizio taxi privato della multinazionale americana

I taxi pronti a bloccare il Paese. Almeno nelle intenzioni è questo l'obiettivo dei tassisti italiani riuniti oggi a Torino, se non verranno predisposte delle norme che offrano  garanzie per un mercato dei trasporti che non siano a svantaggio della categoria. La manifestazione, come da tradizione dei cortei torinesi, è partita da piazza Arbarello per concludersi in piazza Castello di fronte alla Prefettura. Erano circa duemila i tassisti presenti per protestare contro Uber, la celebre piattaforma online di taxi privati con cui chiunque può trasportare passeggeri con la propria auto privata.

"Je Suis Taxi legale". Questo lo slogan più diffuso lungo tutto il corteo composto da rappresentanze di tassisti da Roma,Milano, Genova e Napoli che insieme ai colleghi torinesi manifestano contro quelli che chiamano taxi abusivi. Dopo il corteo una delegazione dei rappresentanti di categoria sarà ricevuta dal prefetto di Torino e dal sindaco Fassino e dell'Authority dei trasporti. Una manifestazione che proseguirà tutto il giorno e nel pomeriggio si sposterà in via Nizza con un presidio di fronte alla sede dell'autorità dei trasporti. 

Molti gli striscioni che, nella sostanza, ricordano la situazione difficile in cui la categoria delle "auto bianche" si deve destreggiare. L'accusa dei tassisti è semplice: Uber fa proliferare gli abusivi e distrugge il settore. Tra i fumogeni, molte bandiere tricolore e i cartelli dal sarcasmo amaro molti cori e anche qualche slogan contro i "giornalisti terroristi" e il governo di Matteo Renzi. Proteste che hanno il sapore del ritorno, ma per motivazioni diverse. La riforma Bersani sulle liberalizzazioni portò migliaia di tassisti a scioperare nelle piazze per chiedere la difesa della condizione lavorativa di allora. Oggi, invece, nei confronti del governo la protesta  è alimentata dall'assenza di una risposta normativa chiara ad un'anomalia creata dal web. 

"Siamo qui per evitare che si raggiunga la fine - racconta l'unico tassista pisano arrivato alla manifestazione - io sono venuto solo da Pisa. Lì ancora non abbiamo Uber, ma questo è solo un inizio, accettare Uber significherebbe uccidere il nostro lavoro". Questo è il pensiero delle tante tassiste e dei loro colleghi uomini che sfilano per le vie del centro del capoluogo piemontese. A gran voce quello che viene chiesto è: "il rispetto della legalità - come spiega Federico Roando, portavoce e moderatore degli interventi durante il sit-in di fronte alla prefettura - se smettiamo di rispettare le regole e autorizzare chiunque a trasportare le persone ci saranno conseguenze non solo per noi, ma anche per gli utenti che non avranno più una certa qualità e un tipo di servizio garantito. In altri Paesi Uber è stato messo fuori legge in modo chiaro, ma qui ancora ne stiamo discutendo". 

In piazza, senza bandiere e simboli di partito, anche alcuni consiglieri comunali e politici di Torino, tra loro Fabrizio Ricca, Lega Nord: "Sembra assurdo che non si riescano a trovare i modi e i mezzi per permettere la legalità - spiega - così queste persone che hanno investito nei loro mezzi e nella loro attività adesso si trovano a dovere combattere contro un nemico invisibile, che senza pagare le tasse e rispettare le regole fa una concorrenza sleale". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Maurizio Marrone, Fratelli d'Italia: "Questo dell'abusivismo è un problema che non tocca solamente i tassisti - sottolinea - si tratta di non dovere sottostare alle scelte di una multinazionale americana. Abbiamo fatto una proposta di legge regionale che mira alla regolamentazione delle nuove tecnologie ribadendo l'obbligatorietà delle licenze Taxi o NCC anche per chi fornisce il servizio con le applicazioni per smartphone". 

LE IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE SONO DI GABRIELE BOLOGNESI 

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