Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Maroni e Castelli a muso duro contro i No Tav: "La Torino-Lione si fa"

Il ministro dell'Interno Maroni: "Chi si oppone non credo che riuscirà a fermare il cantiere". Il viceministro Castelli definisce le ragioni addotte dai No-Tav "tutte balle"

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni sceglie il quotidiano di partito, La Padania, per mettere fine alla speranze dei No Tav. "Il cantiere si apre entro il 30, e l'opera si fa, se no diciamo addio alle centinaia di milioni del contributo Ue ma soprattutto ai collegamenti con l'Europa, e quindi diciamo addio al futuro. Chi si oppone - continua il titolare del Viminale - non credo che riuscirà a fermare il cantiere, non deve farlo, perché vuol dire arrecare un danno gravissimo soprattutto alle future generazioni, vuol dire, come é stato calcolato, far perdere due punti di Pil al Piemonte".

E le perplessità sui rischi ambientali della Tav? "E' stato fatto di tutto - secondo il ministro -  è stato aperto un osservatorio, sono state fatte tutte le valutazioni necessarie". Ancora più duro il viceministro Castelli, che definisce le ragioni addotte dai No-Tav "tutte balle". "Sono le solite argomentazioni trite e ritrite che i Verdi ad oltranza tirano fuori contro qualsiasi opera pubblica". In realtà, sostiene, "agli ultimi irriducibili rimasti, della Tav non frega più nulla. E' diventata il pretesto per una sfida allo Stato. Partigiani contro lo stato nazista: sono ormai fuori dalla realtà". Senza la Tav, avverte Castelli, l'Italia sarebbe "tagliata fuori dai grandi traffici internazionali. Senza contare le perdite in prospettiva sul fronte dell'occupazione, pari a centinaia di migliaia di posti di lavoro. Ogni miliardo speso - sottolinea - genera 20 mila posti di lavoro".

Sempre secondo il quotidiano leghista  "i No-Tav hanno avviato una serie di iniziative per contrastare l'arrivo sul posto delle forze dell'ordine e l'inizio dei lavori". "Emerge con evidenza un'ampia mobilitazione dei centri sociali più duri e della galassia insurrezionalista nazionale, pronti a sostenere la battaglia valsusina con azioni dure e violente".


Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, nella vicenda dell'apertura dei cantieri per la Tav in Val di Susa, il proposito del Ministro dell' Interno, Roberto Maroni "di risolvere attraverso una manovra militare quello che è un problema politico che vede la contrarietà della maggioranza della popolazione interessata è completamente irresponsabile. Come Bava Beccaris - ha detto Ferrero - Maroni vuole sostituire la repressione alla politica". Ferrero ha reso noto che stasera parteciperà alla fiaccolata che da Chiomonte porterà al presidio della Maddalena "e poi - ha aggiunto - mi fermerò tutta la notte al presidio". "A Chiomonte - ha affermato Ferrero - si difende un bene comune, la vivibilità della Val di Susa contro uno spreco di danaro insensato".

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