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Sabato, 28 Maggio 2022
Cronaca

Tav: dopo il sì del Cipe, il prossimo passo è l'accordo con la Francia

L'approvazione del Cipe è arrivata con soli 4 giorni di ritardo, ora si passa all'accordo con i transalpini sulla ripartizione delle spese del tratto comune. Decisione da prendere entro il 21 settembre

L'Italia sta rispettando le scadenze imposte dall'Unione europea per la Tav, o comunque ritarda di pochi giorni, come ha dimostrato l'approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe, che ha fatto seguito a quello del Via, a soli 4 giorni rispetto alla data del 31 luglio fissata dall'UE. Un'approvazione che ha vacillato per qualche ora un paio di settimane fa, quando il progetto Tav ha rischiato di saltare per problemi burocratici, essendo scaduta e non rinnovata la commissione incaricata di verificare l'impatto ambientale.

Il prossimo passo da compiere sarà l'accordo con la Francia sulla ripartizione dei costi della tratta comune. La data entro cui l'Unione europea vuole una risposta è fissata per il 21 settembre: "La trattativa sta procedendo bene - dice Mario Virano, il commissario di governo che presiede l'Osservatorio sulla Torino-Lione - credo che anche per questo in questo caso i tempi saranno rispettata. E poi potrà partire anche il progetto definitivo della nuova linea". In particolare si guarda al prossimo 7 settembre quando ci sarà una riunione intergovernativa. Per l'assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino quella sarà l'occasione giusta per firmare l'accordo con la Francia sulla ripartizione dei costi.

Anche il Governatore del Piemonte Roberto Cota ha commentato positivamente il procedere dei lavori: "E' un altro tassello per un'opera fondamentale per il Piemonte. Da quando ci siamo noi al governo della Regione siamo passati dalle parole ai fatti. La crisi economica che stiamo attraversando e il fallimento, annunciato ieri, di un'impresa storica della Val di Susa come la Italcoge - ha proseguito Cota - ci danno ancora di più la dimensione di come questa opera sia necessaria per dare nuovo slancio, anche a quel territorio".

Circa la protesta avvenuta ieri davanti ad un albergo dove alloggiano le forze dell'ordine, la Questura ha fatto sapere che alcuni di questi hanno fatto irruzione all'interno della struttura, insultando e minacciando il personale. Sedici sono stati portati in questura, identificati e denunciati: sono No Tav della Valle di Susa, ma anche esponenti dell'area anarchica torinese e tre francesi. Per i comitati No Tav si è trattato, invece, di "una iniziativa che si è svolta in maniera tranquilla. La polizia è intervenuta con l'unico intento di dividere e proseguire con la mistificazione dei no tav black bloc venuti dall'esterno".


(ANSA)

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