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Albergatore non versa 200mila euro di tasse di soggiorno, la Cassazione conferma: è peculato

Il caso riguarda il gestore di due hotel a Torino

Dal 2012 al 2015 non ha versato nelle casse dello Stato più di 200mila euro di tasse di soggiorno che i clienti dei suoi alberghi avevano regolarmente pagato e ora è colpevole di peculato. A ribadirlo la Corte di Cassazione che questa settimana ha depositato le motivazioni della sentenza con cui, a luglio, ha confermato la decisione della Corte d'appello di Torino del 6 febbraio 2018.

Il caso in particolare riguarda il gestore di due alberghi situati a Torino. Secondo i magistrati l'imprenditore andava ritenuto come un "incaricato di pubblico servizio nel momento in cui riceve la tassa di soggiorno di competenza del Comune". L'albergatore, nel corso del processo, ha affermato di trovarsi in buona fede, ma i magistrati non gli hanno creduto. L'uomo infatti trimestralmente, comunicava gli importi agli uffici comunali salvo poi trattenere l'incasso.

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