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Tagli coop: le bidelle non ci stanno e si incatenano davanti al Comune

Non ci stanno le bidelle di Torino alla nuova riforma delle cooperative di pulizia e vigilanza che lascerà a casa quasi il 70% del personale in ogni singolo istituto della Regione

Si sono incatenate davanti al Comune di Torino, in Piazza Palazzo di Città le quattro bidelle delle cooperative di pulizia e vigilanza, dipendenti di alcune scuole di Torino. Protestano contro i tagli alle coop scolastiche, in vigore dal prossimo primo marzo, che lasceranno casa un sacco di persone: sono agguerrite e minacciano di darsi il cambio giorno-notte finchè non verranno ricevute dal ministro a Roma.

Scandalosa la storia dei tagli alle cooperative di pulizia e di vigilanza che vedrà, a conti fatti, una riduzione del personale del 33% a livello regionale con picchi che potrebbero arrivare fino al 70% nei singoli istituti scolastici. Le attuali 500 cooperative della sola Torino e le 1200 in tutto il Piemonte, dovranno farsi da parte per consentire ad una sola di esse di restare sul mercato, attraverso una gara regionale indetta dal CONSIP. Va da sè che i risultati saranno drammatici, non soltanto per il personale lasciato a casa, ma soprattutto per la stessa organizzazione scolastica.

Si stima che gli stipendi possano calare da 1000 euro a 300 euro, con una notevole riduzione dell'orario di lavoro: "Alcuni di noi sono già in cassa a venti ore dopo i tagli della Gelmini, due anni fa - afferma una delle bidelle incatenate - Con i tagli non garantiremo più pulizia e sicurezza". Intanto la protesta continua, malgrado l'appello da parte del sindaco Piero Fassino al ministro dell'Istruzione, di cercare una soluzione concreta a questa nuova problematica.

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