menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Frode informatica con mail fasulle, sventata truffa online per oltre 58mila euro

I malfattori con tecniche informatiche raffinate "intercettano" la corrispondenza commerciale elettronica di una azienda per poi inviare "fake mail", solo apparentemente riconducibili al mittente dichiarato, con la richiesta di effettuare il pagamento di quanto dovuto su un determinato conto corrente

Inviavano mail fasulle, rinconducili all'account del venditore, chiedendo il pagamento di una somma di denaro presso un conto corrente creato ad hoc dai malfattori. L'indagine messa a punto dai Compartimenti di Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto e per il Piemonte ha permesso nella giornata di ieri di sventare una truffa informatica del valore di 58mila euro.

Tutto è iniziato con la segnalazione di un imprenditore veneziano titolare di un marchio di calzature noto in tutto il mondo. Questi ha affermato di essere titolare di una importante somma di denaro da parte di un cliente residente in Kazakistan e di essere venuto a conoscenza che tale somma era stata versata dall’ignaro debitore su di un conto corrente non collegato alla ditta creditrice e acceso presso una filiale torinese. L’imprenditore ha scoperto, infatti, che ignoti avevano inviato una mail fasulla apparentemente riconducibile al suo account con la quale veniva richiesto al cliente kazako il pagamento della somma mediante bonifico su di un conto corrente diverso da quello solitamente utilizzato dalla ditta.

A questo punto veniva immediatamente contattata la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Venezia che, unitamente al collaterale ufficio di Torino, luogo ove era stato acceso il conto corrente dei malfattori, è riuscita a interrompere il trasferimento del denaro in frode.

Si tratta di un fenomeno criminoso molto diffuso: i malfattori con tecniche informatiche raffinate “intercettano” la corrispondenza commerciale elettronica di una azienda per poi inviare “fake mail” (mail fasulle), solo apparentemente riconducibili al mittente dichiarato, con la richiesta di effettuare il pagamento di quanto dovuto su un determinato conto corrente, creato ad hoc.

Secondo ulteriori accertamenti, il conto corrente aperto in una filiale torinese, sarebbe intestato a un soggetto di nazionalità straniera su cui ora si stanno concentrando le indagini.
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TorinoToday è in caricamento