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Camusso a Torino: "Apriamo ad altre case automobilistiche"

La leader Cgil si domanda quale sarà il futuro della Fiat, e afferma che può essere il caso di far spazio a nuove case

“Chiediamo al governo di richiamare la Fiat alle sue responsabilità, ma proviamo a porre un altro problema. Non è necessario immaginare una politica di attrazione di un altro produttore?''.  Queste le parole di Susanna Camusso, leader della Cgil, che è intervenuta durante il direttivo di Torino. ''Non è il caso di smetterla di pensare che produrre auto nel Paese vuol dire solo Fiat, riconoscere che la sola presenza di Fiat nell'auto ci ha penalizzato e mettere in atto politiche che attraggano un altro produttore?'', ha chiesto Camusso.

Secondo la leader Cgil “Non si può dire che la crisi è finita, e non c'è la ripresa se questo non si traduce in nuovi posti di lavoro, nella difesa di quelli che ci sono e in una prospettiva di nuova occupazione''. Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, che ha partecipato al direttivo torinese. '

'C'e' una linea nel paese che rischia di essere prevalente, trasversale alla destra e alla sinistra, ed è quella del galleggiamento - ha detto Camusso - una linea che usa l'Europa come alibi e non come responsabilità e che immagina di gestire le cose con un po' di aggiustamenti. La linea del galleggiamento ha bisogno di dire che siamo vicini alla ripresa e giustificare il fatto che non si fanno scelte''

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