Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Barriera di Milano / Via Aosta

Il Comune "ignora" la Città Metropolitana, il suk al Ponte Mosca fino a maggio

Le attività del Libero Scambio si sposteranno nell'area di lungo Dora Firenze, nonostante il no dell'ex Provincia

Immagine di repertorio

Con lo spostamento delle attività di libero scambio nell’area di Ponte Mosca, annunciato dalla sindaca Chiara Appendino, per un periodo di tempo limitato al 31 maggio, cambierà l’utilizzo delle aree liberate dai banchetti.

Se il canale Molassi, infatti, sarà immediatamente utilizzato dall’associazione commercianti del Balon che si è detta pronta a subentrare, l’area di San Pietro in Vincoli pare destinata, sempre fino al 31 maggio, a parcheggio per i mezzi degli operatori di Ponte Mosca.

In via Monteverdi, invece, in accordo con la Circoscrizione 6, si collocheranno i giocatori di cricket che usufruivano ogni domenica del “fossato” di corso Giulio Cesare angolo Lungo Dora Firenze per i loro incontri.

 “Avevamo promesso che avremmo occupato per breve tempo lo spazio di Ponte Mosca, e così sarà – ha affermato l’assessore Marco Giusta – da qui alla fine di maggio la Città Metropolitana espleterà tutte le procedure per la vendita dell’area e noi saremo in grado di allestire un nuovo spazio per l’immediato trasloco, fatti i dovuti rilievi e adeguamenti”.

 Ma la scelta del Comune non ha mancato di suscitare polemiche e proteste. “La decisione di trasferire il mercato di libero scambio a Ponte Mosca, anche se soltanto per quattro mesi, rappresenta "una occupazione abusiva a fronte di un esplicito orientamento contrario da parte del consiglio della Città Metropolitana, ente proprietario dell'area” hanno affermato in una nota il gruppo consigliare 'Città di Città', espressione di Pd e Moderati in Città metropolitana, secondo cui “il metodo adottato dalla sindaca Appendino equivale ad una apertura di ostilità di cui sapremo trarre le conseguenze”.

Una strada non condivisa nemmeno dal capogruppo dei Moderati in Sala Rossa, Silvio Magliano. “E’ una scelta che calpesta il volere del consiglio metropolitano – attacca Magliano -. Non passa giorno che questa amministrazione non riservi qualche sgradita sorpresa, ignorando le necessità dei cittadini, le priorità del territorio e anche gli atti politici vincolanti dell’ex Provincia”.

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