Provoca incidente stradale e si suicida: tragedia a Vinovo

Dino Armarolli aveva 42 anni e questa mattina si è tolto la vita dopo essersi scontrato violentemente con un'altra autovettura. Spaventato dall'accaduto si è suicidato poco dopo. A chiamare i soccorsi alcuni passanti

Non si tratta di omicidio, come ipotizzato in un primissimo momento, ma di un suicidio, quello che questa mattina si è verificato a Vinovo. Alcuni passati di via La Loggia avevano notato un corpo senza vita e avvisato i carabinieri, arrivati sul posto insieme ai sanitari del 118. La vittima, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe tolto la vita con un coltello da cucina sferrato direttamente al cuore.

Dino Armarolli, 42 anni, residente a Piobesi e padre di due bambini di 6 e 11 anni, la vittima era un dipendente di un'azienda di vernici. Secondo le testimonianze, l'uomo, subito dopo lo scontro, era apparentemente tranquillo e ha mutato atteggiamento quando gli altri coinvolti hanno detto di voler chiamare i carabinieri. A quel punto si è allontanato telefonando con il cellulare e dopo una cinquantina di metri si è ucciso. Alcuni passanti, vedendolo in terra rantolante, hanno chiamato i soccorsi. La dinamica è stata fornita dal marito della conducente dell'auto, una Ford Ka, tamponata dalla Polo guidata dal suicida. "Stavo accompagnando mia moglie al lavoro - ha raccontato l'uomo, di 39 anni - e percorrevamo la strada de La Loggia in direzione La Loggia, quando siamo stati tamponati".

Scesi dalle auto, il tamponatore si è subito preoccupato di sapere se stavano tutti bene e, appurato che solo la donna al volante si era procurata contusioni lievi, si stavano accordando per una constatazione amichevole quando, il marito della conducente della Ka, ha ipotizzato di chiamare i carabinieri. Alla parola "carabinieri" il tamponatore - ha sempre raccontato il testimone - ha iniziato ad agitarsi, ha preso il cellulare e si è incamminato lungo la strada. Poco dopo è stato trovato cadavere.

Secondo quanto raccontato dalla moglie, Deborah Appiano, Dino Armarolli aveva paura di perdere il lavoro, derivata dal fatto che la Bienne, l'azienda di verniciature industriali di Moncalieri, per cui Armarolli lavorava come addetto agli approvvigionamenti, aveva chiuso recentemente alcuni stabilimenti in Italia. Nella sede torinese, tuttavia, erano stati fatti solo tre giorni di cassa integrazione lo scorso dicembre. L'uomo aveva con sé il coltello da cucina con cui si è ucciso nel cestino per il pranzo. Secondo il primo esame svolto dal medico legale Roberto Testi, a ucciderlo sarebbe stato l'unica coltellata al cuore che si è sferrato dopo avere percorso circa 200 metri a piedi dal luogo dell'incidente. L'inchiesta è condotta dal pm Monica Abbatecola. (Ansa)

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