Vigile si spara all’interno del Comando, temeva di avere un tumore

Un agente di Polizia municipale di Castellamonte si è tolto la vita questa mattina. Era uscito di casa per andare in clinica per un esame, ma invece si è diretto al suo Comando e si è sparato con la pistola di ordinanza

Convinto di avere un brutto male incurabile si è tolto la vita sul posto di lavoro. G.F., 53 anni, agente della Polizia municipale di Castellamonte, si è sparato un colpo di pistola in testa poco prima delle ore 7 di questa mattina. Lo ha fatto negli spogliatoi del Comando di piazza Martiri della Libertà mentre si trovava da solo. Una tragedia scoperta poco dopo dai colleghi quando però era troppo tardi.

Il cinquantatreenne si era sposato da poco e da un mese era in mutua per un mal di schiena sospetto che, secondo lui, era un tumore. Lo ha spiegato in un biglietto che i Carabinieri hanno trovato nel suo appartamento a Cuorgnè, aggiungendo che vorrebbe che non sia celebrato alcun funerale.

L’uomo quest’oggi si sarebbe dovuto sottoporre a un nuovo esame alla clinica Fornaca di Torino. Quando è uscito di casa però non si è diretto verso il capoluogo piemontese, ma è andato nel luogo in cui presta servizio da una ventina d’anni. Lì ha tirato fuori la pistola d’ordinanza e ha compiuto il gesto estremo.

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