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L'intervento per il suicidio dello scorso 20 marzo nel canale Meana

L'intervento per il suicidio dello scorso 20 marzo nel canale Meana

Suicida nel canale, i familiari accusano l'ospedale: "Non avrebbero dovuto dimetterlo"

Soffriva di problemi psichiatrici

Toccherà alla magistratura verificare se ci sono responsabilità dei medici dell'ospedale Maria Vittoria nel suicidio dell'italiano di 41 anni residente in città il cui corpo fu trovato nel canale Meana, in corso Umbria, la mattina dello scorso 20 marzo 2019.

L'uomo, che soffriva di problemi psichiatrici, era stato dimesso poco prima e i suoi familiari, secondo la querela presentata dal fratello, assistito dall'avvocato Mauro Anetrini, non li avevano avvisati.

Il fratello, quella stessa mattina, aveva poi ricevuto un messaggio con scritto "Perdonatemi". Troppo tardi per poterlo salvare. Secondo il suo punto di vista, i sanitari dell'ospedale avrebbero sottovalutato le condizioni psichiatriche del paziente nel disporre le sue dimissioni.

I familiari hanno chiesto che venga aperto un fascicolo per omicidio colposo.

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