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Immagine di repertorio

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Vittima di uno stupro di gruppo: dallo Stato arriva un risarcimento-beffa, 4.800 euro

Il caso finisce alla Corte Europea

Solo 4.800 euro come indennizzo di uno stupro di gruppo. Una cifra ritenuta "irrisoria" e "non equa" anche dalla Corte di Casaazione, che ha deciso di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'uomo per il caso di una ragazza romena che nell'ottobre 2005, quando aveva 18 anni e studiava a Torino, fu sequestrata e ripetutamente violentata da due connazionali.

La ragazza, che ora è una donna di 32 anni e non ha mai superato del tutto quell'incubo (allora smise di studiare), è assistita dagli avvocati Marco Bona, Umberto Oliva e Francesco Bracciani.

I due vennero condannati in sede penale a dieci anni e mezzo, ma uno solo scontò la pena. Entrambi furono arrestati e messi ai domiciliari, ma fuggirono. Il primo fu bloccato a Parigi e riportato in galera, del secondo si persero le tracce.

Nessuno, però, pagò mai un euro di risarcimento alla vittima, che, come prevede la legge, chiese un indenizzo allo Stato tramite un apposito fondo per le vittime di violenza. L'ammontare, però, è quello che abbiamo scritto.

Nel 2012, di fronte ai ricorsi della vittima, la Corte d'appello di Torino condanno lo Stato a pagare 50mila euro, ma fu proprio l'amministrazione pubblica a ricorrere in Cassazione, sostenendo che la norma si applica solo in caso di violenze compiute da persone non residenti (i due romeni invece abitavano qui).

Ora la Cassazione ha deciso di dire stop a quella che i legali della povera donna definiscono "elemosina di Stato".

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