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Cronaca Rivarolo Canavese / Corso Italia, 46

Strage di Rivarolo Canavese, le parole dell'assassino: "Mi avevano lasciato solo, con una moglie malata e un figlio disabile"

Interrogato in ospedale

"Ero solo, abbandonato, con una moglie malata e un figlio disabile da accudire. Ho ucciso perché ero rimasto senza nessuno": sono le parole di Renzo Tarabella, il pensionato di 83 anni autore della strage di corso Italia a Rivarolo Canavese del 10 aprile 2021 (ma scoperta la notte successiva), in cui ha ucciso il figlio Wilson, la moglie Maria Grazia Valovatto e i suoi padroni di casa, Osvaldo Dighera e Liliana Heidempergher. Per quanto riguarda questi ultimi sarebbero stati ritenuti colpevoli di averlo abbandonato dopo la nascita della loro nipotina. L'interrogatorio, avvenuto all'ospedale Molinette dove l'uomo è ricoverato dopo essersi sparato un colpo di pistola in faccia (ha riportato una lesione all'occhio sinistro) è durato due ore. Erano presenti l'avvocato di Tarabella, Flavia Pivano, il pm Lea Lamonaca, che coordina le indagini dei carabinieri, e il giudice Ombretta Vanini.

"Questa strage poteva essere evitata?": è la domanda che si fanno gli avvocati Sergio Bersano e Antonella D'Amato, rappresentanti di Francesca Dighera, figlia di Osvaldo e Liliana, che si chiedono come mai a Tarabella fosse sempre stato rinnovato il permesso di tenere una pistola a uso sportivo. "Riponiamo totale fiducia negli inquirenti e siamo certi che le indagini chiariranno i motivi dell'assassinio dei coniugi Dighera". L'avvocato Pivano, invece, ha già annunciato che chiederà una perizia psichiatrica per Tarabella.

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