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Osvaldo Dighera e Liliana Heidempergher, due delle vittime della strage di Rivarolo Canavese

Osvaldo Dighera e Liliana Heidempergher, due delle vittime della strage di Rivarolo Canavese

Strage di Rivarolo Canavese: l'assassino ha aspettato diverse ore prima di uccidere i padroni di casa

Tre vittime su quattro uccise con colpi ravvicinati, ma non a bruciapelo

Renzo Tarabella ha ucciso il figlio Wilson con un colpo di pistola a bruciapelo alla testa, subito dopo la moglie Maria Grazia Valovatto con un colpo di pistola frontale in faccia da distanza ravvicinata. Poi ha aspettato numerose ore, verosimilmente dalla mattina alla sera di sabato 10 aprile 2021. A breve distanza l'uno dall'altra, ha poi ucciso i vicini e padroni di casa, prima Osvaldo Dighera con due colpi di pistola ravvicinati, uno alla schiena e uno alla testa (tra le vittime è l'unica a essere stata colpita da dietro), e infine Liliana Heidempergher con un colpo di pistola ravvicinato alla testa.

Questa la ricostruzione derivante dalle autopsie eseguite oggi, mercoledì 14 aprile 2021, dal medico legale Roberto Testi, incaricato dal pm Lea Lamonaca, che sta coordinando le indagini dei carabinieri del comando provinciale sulla strage di Rivarolo Canavese scoperta solo la notte di domenica 11, dopo che la figlia dei Dighera aveva dato l'allarme poiché non riusciva a sentire i genitori.

L'assassino sta meglio

Renzo Tarabella, che aveva tentato il suicidio sparandosi in faccia quando ha visto arrivare i carabinieri e i vigili del fuoco, sta meglio. Resta in prognosi riservata all'ospedale Giovanni Bosco di Torino, ma non respira più artificialmente. Il colpo che si è sparato non ha leso organi vitali. Appena sarà possibile verrà interrogato per capire che cosa abbia scatenato la sua follia omicida, anche se alcuni biglietti lascerebbero trasparire rancore verso i vicini di casa legato alla situazione del figlio disabile psichico.

L'arma regolarmente detenuta

Un altro aspetto da chiarire è perché Tarabella avesse una pistola regolarmente detenuta, con un porto d'armi per uso sportivo, dal lontano 1978. Una pistola che non aveva mai sparato fuori da un poligono. Se (come ipotizzabile) avesse rinnovato il porto d'armi ogni cinque anni, l'ultimo rinnovo risalirebbe al 2018. Nessuno, quindi, si era mai accorto che potesse essere un soggetto estremamente pericoloso.

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