menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Strage del Bardo: la Città ricorda Antonella Sesino e Orazio Conte

Ad un anno dall'episodio i parenti di Antonella Sesino chiedono a Costa Crociere il risarcimento del danno

Ore 9, Torino si ferma e rimane un minuto in silenzio per ricordare le sue vittime del Bardo: la dipendente comunale torinese Antonella Sesino e Orazio Conte, marito di un'altra impiegata rimasta ferita.

Insieme alla folla e ai dipendenti comunali, in piazza davanti al Municipio, c’è anche il sindaco Piero Fassino che afferma: “Siamo qui per ricordare le vittime del Bardo e per essere vicini alle famiglie. Ricordiamo anche le vittime di Tunisi, Ankara, della Costa d’Avorio, Gerusalemme, Giacarta, Londra, New York e Madrid. Rendiamo onore per non dimenticare, che è il primo modo per reagire. Non vogliamo piegarci al ricatto della paura. Difendiamo le nostre vite e la nostra comunità, difendiamo i valori di democrazia e rispetto della libertà umana”.

Dal balcone del Municipio viene calato, per volere del Sindaco, un drappo in ricordo delle due vittime. Proprio un anno fa è avvenuta la strage del Bardo a Tunisi. Il 18 marzo del 2015 un commando composto da due uomini armati attaccò il museo tunisino. Il bilancio complessivo fu di 24 morti.

Quattro in totale furono le vittime italiane approdate a Tunisi con una crociera Costa. E sempre ad un anno dalla strage del Bardo, i parenti di Antonella Sesino depositano una domanda di mediazione chiedendo a Costa Crociere il risarcimento del danno perché la compagnia doveva conoscere i rischi.

Secondo il team di avvocati che hanno scelto, dello studio Ambrosio&Commodo, Costa Crociere non avrebbe potuto prevedere l’attentato, ma avrebbe avuto elementi per conoscere il rischio che si poteva correre in quel territorio. A sostegno della conoscenza del rischio, anche da parte dei tour operator locali, ci sarebbero tweet e video su Toutube di minacce alla Tunisia arrivate pochi mesi prima dell’attentato. A Costa si chiederà prima una mediazione, poi, in caso di rifiuto, si proseguirà con la causa civile, in cui i legali chiederanno il risarcimento non solo per la perdita subita dalla famiglia, ma anche dei danni psicofisici causati dal trauma. 
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Telepass Store, a Torino aperto il secondo punto vendita in Italia

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TorinoToday è in caricamento