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Pozzo Strada, Rebaudengo, regio Parco: le origini dei nomi dei quartieri di Torino (Parte ottava)

Ci sono dei pozzi a Pozzo Strada? Perché Rebaudengo si chiama così? A quando risale il Regio Parco? La storia dei borghi cittadini raccontata attraverso l'origine dei loro nomi

Ottava parte delle storie dei quartieri di Torino, i 32 principali (centro escluso), spiegate attraverso i nomi che usiamo tutti i giorni per identificarli. In ordine alfabetico, una sorta di esplorazione dei borghi della nostra città, di cui vi raccontiamo le storie che li hanno fatti nascere e, soprattutto, che ne hanno determinato il nome.

Ogni quartiere ha un suo nome e una sua storia che ogni torinese dovrebbe conoscere, noi ve le raccontiamo.

Pozzo Strada

Questo borgo si trova nella periferia ovest della città, al confine con Grugliasco. Nonostante la sua posizione periferica, la storia di Pozzostrada è molto antica: già nel 930 un documento ufficiale parlava di una strada che congiungeva la Porta Segusina della città con Grugliasco e Rivoli e che passava da questa zona, dove sorgevano alcune case, un pilone con un'immagine sacra e un pozzo. Nel XII secolo furono poi trovati altri due pozzi a rafforzare il nome di Puteum Stratae. Ed è del 1104 la leggenda del cieco di Briançon che qui ebbe una visione dalla Madonna che gli indicava dove trovare un'immagine sacra nei sotterranei della chiesa di Sant'Andrea, oggi il Santuario della Consolata.

Rebaudengo

Situato nella parte nord di Torino, vicino a Barriera di Milano e Borgata Vittoria, il quartiere Rebaudengo ha una storia piuttosto recente per quanto riguarda il suo nome, o meglio cognome. Il suo centro nevralgico e spirituale, oltre che sociale, è l'oratorio salesiano che si trova in corso Vercelli: fu costruito tra 1929 e 1934 su progetto dell'architetto salesiano Giulio Valotti e finanziato quasi interamente da un senatore del Regno d'Italia, il conte Eugenio Rebaudengo, cattolico sociale nato a Torino nel 1862 e parlamentare per tre legislature, prima di morire nel 1944 a Guarene, proprio dove cinquant'anni dopo è nata la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. In questo borgo restano ancora le tracce dell'antica cinta daziaria cittadina del 1912.

Regio Parco

Posto a nord est del centro città, è un quartiere “operaio” con un nome nobile. Oggi qui si trova il Parco della Colletta, tra i più grandi di Torino, ma fu nel XVI secolo che Emanuele Filiberto acquistò dei terreni boschivi alla confluenza di Dora e Stura nel Po. Vi fece realizzare anche un castello, detto Viboccone o Palazzo delle delizie, distrutto dai francesi durante l'assedio di Torino del 1706: qui sono poi sorte le Regie Manifatture Tabacchi, già nel corso del XVIII secolo, mentre parte dell'area del regio Parco fu adibita nel 1829 a quello che oggi è il cimitero monumentale.

(Nella foto: la Parrocchia della Natività di Pozzo Strada, il Parco della Colletta e la facciata dell'oratorio Rebaudengo)

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