San Donato, San Paolo, San Salvario, Santa Rita: le origini dei nomi dei quartieri di Torino (Parte nona)

Da dove derivano questi nomi sacri dei quartieri di Torino? Le storie dei borghi torinesi attraverso l'origine dei loro nomi

Penultima parte delle storie dei quartieri di Torino, i 32 principali (centro escluso), spiegate attraverso i nomi che usiamo tutti i giorni, anche se quasi mai ci fermiamo a rifletterci.

In ordine alfabetico, una sorta di esplorazione dei borghi della nostra città, di cui vi raccontiamo le storie che li hanno fatti nascere e, soprattutto, che ne hanno determinato il nome.

Ogni quartiere ha un suo nome e una sua storia che ogni torinese dovrebbe conoscere, noi ve le raccontiamo.

San Donato

Questo borgo si trova a nordovest del centro città. Abitato fin dal Medioevo da famiglie di soldati e mercanti, fu chiamato per secoli borgo del martinetto, per i pistoni attivati dai canali d'acqua derivati nel quartiere. È dal 1835 che ha preso il suo nome dall'antica chiesa dedicata a Donato d'Arezzo, distrutta nel 1536 durante un assedio francese e ricostruita nel 1855 con il nome di Immacolata Concezione e San Donato.

San Paolo

Nel Novecento borgo San Paolo è stato uno dei simboli della storia operaia di Torino. Ma la storia di questo quartiere a ovest della città risale a molto prima. Nel Seicento, i proprietari delle terre erano i conti liguri Olivero, che nel 1699 cedettero un'area nel nord est del quartiere ai gesuiti per costruirvi una casa di preghiera. Il progetto fu sostenuto a livello economico dalla Compagnia delle opere pie di San Paolo, sorta di antenata dell'istituto bancario. L'identità industriale del quartiere prese corpo a fine Ottocento.

San Salvario

Oggi è uno dei borghi più frequentati dai torinesi, soprattutto per i locali che ne animano la vita notturna. Ma storicamente San Salvario è stato un quartiere “periferico”, quando la città era molto più piccola. Abitato fin dalla tarda epoca romana, nel Seicento è qui che Madama Cristina fece erigere una chiesa per la residenza di campagna del Parco del Valentino. La chiesa, dedicata a Cristo, era nota appunto come “San Salvatore di Campagna” o “San Solutore”. La pronuncia piemontese ne ha modificato il nome fino alla versione appunto di Salvario, o Salvari in dialetto.

Santa Rita

Questo quartiere nella parte sud ovest della città è stata per secoli una zona agricola ricca di poderi e cascine. Nell'Ottocento piazza Santa Rita divenne sede della Barriera di Orbassano nella cinta daziaria, ma il nome del quartiere risale al Novecento. Nel 1916 un giovane prete impegnato nella guerra dimorò nella scuola Mazzini. Dopo il conflitto fu ordinato prete nella chiesa di san Secondo, ma si impegnò per la realizzazione di una nuova chiesa nel quartiere divenuto ormai popoloso. Grazie anche all'aiuto della Compagnia di Santa Rita, fu edificata la chiesa omonima intitolata alla santa di Cascia nominata una ventina d'anni prima da papa Leone XVII.

(Nella foto, la chiesa di Santa Rita a sinistra, corso Adriatico e Castello del Valentino in centro, la Casa Fenoglio La Fleur di San Donato a destra)

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