150 anni di nuoto: dalla piscina galleggiante davanti ai Murazzi a oggi

Gli stabilimenti balneari sul Po e i corsi di nuoto dell'800: ecco com'è cambiata la storia dei torinesi che si rinfrescano con un tuffo in città

“Per gli esercizi del nuoto e per bagni vi ha un bellissimo edificio galleggiante sulla riva sinistra del Po a destra del ponte di pietra. La vasca che dà libero spazio agli esercizi di più di cento persone è costruita in modo che coloro i quali vogliono solamente bagnarsi trovano un mezzo metro di acqua, e coloro che si vogliono esercitare nel nuoto trovano l'acqua profonda più di due metri. Corre intorno alla vasca una galleria coperta, che dà accesso alle cellette per lo spogliarsi ed il vestirsi. Un velario di tela fitta copre l'intiero edificio”

Nel 1869, Pietro Baricco descriveva così la piscina galleggiante realizzata davanti ai Murazzi, simile a quelle che oggi si vedono a Berlino e in altre grandi città del mondo; la fine di quella struttura fu decretata da una piena del Po. L'ingresso costava 60 centesimi “compresa la somministranza dei calzoni di tela e della biancheria” necessari per farsi il bagno; per 20 lezioni di nuoto si pagavano 8 lire, e per 10 lezioni 4,50 lire.

Nello stesso libro, si legge che nell'Ottocento vi erano altre zone molto frequentate a Torino da chi voleva fare il bagno: “Nella stagione estiva si forma il grande recinto di palafitte e di frasche presso la diga detta dei molini della Rocca,e con tenue moneta può chicchessia prendere bagni ed esercitarsi nel nuoto” si legge in “Torino descritta” e il riferimento è ai mulini che si trovavano dove oggi il ponte Umberto I collega corso Vittorio Emanuele II a corso Moncalieri.

“Nello scorso anno per cura della Società ginnastica, e specialmente del benemerito cav. Ernesto Ricardi s'instituì nelle acque del Po presso al giardino del Pallamaglio una scuola di nuoto. Un militare sperimentato nell'arte del nuoto fu deputato a dirigerla, e la frequentarono più di 400 scolari, che mediante il tenue contributo di una lira poterono per tre mesi esercitarsi in questa utilissima arte, senza pericolo della vita, e senza offendere la decenza” raccontò ancora Pietro Baricco, facendo riferimento in questo caso a una zona a sud del Valentino dove si praticava l'antico gioco del pallamaglio (antenato di golf, cricket, hockey e altri sport).

I torinesi per lungo tempo si recarono in diversi punti del Po per fare il bagno e rinfrescarsi, un po' come oggi al mare o sui laghi o nei torrenti e fiumi fuori città. Ancora Baricco scrisse: “La stagione dei bagni e degli esercizi di nuoto comincia in giugno e finisce in agosto. Sparsi per la città vi hanno parecchi stabilimenti di bagni, ed in alcuni di essi si fanno cure idropatiche”. I prezzi andavano da 1,25 lire per un bagno semplice fino a 20 lire per un abbonamento di 12 “idrosol forati”.

La crescita della città, della popolazione e dell'industria hanno poi causato la fine dei bagni nel Po, tranne che in rari e non sempre volontari casi, ma il rapporto tra Torino e il nuoto non si è interrotto.

Tra le piscine sorte sul territorio comunale, la più importante ancora esistente è la Piscina Monumentale allo Stadio Olimpico Grande Torino. Fu costruita tra ottobre 1932 e aprile 1933 contestualmente allo stadio voluto da Mussolini e a lui intitolato in occasione dei Giochi littoriali (leggi la storia degli stadi di Torino).

Nel 1933 fu realizzato un altro impianto ancora oggi frequentato dai torinesi che vogliono nuotare o semplicemente rinfrescarsi, quello della Piscina Lido, di nuovo sulle rive del Po. All'epoca la struttura si chiamava però “Bagni Savoia”, aveva una sala da ballo affacciata sul fiume ma non ancora la piscina che c'è oggi.

Quella infatti fa parte delle cosiddette “Tre Gemelle”: la Lido, la Piscina Franzoj in strada Antica di Collegno e la Piscina Lombardia nell'omonimo corso. Si chiama così un unico progetto per i tre impianti costruiti nei primi anni '80 dalla ditta Ronco Piscine su incarico del Comune di Torino quando era sindaco Diego Novelli. Il progetto, costato 900 milioni di lire, prese spunto da un'iniziativa di sviluppo dell'edilizia e della pratica sportiva natatoria nato in Francia in quegli anni e consentì di realizzare tre piscine “copri-scopri” con tetto piatto e scorrevole, che d'estate servono per i corsi di nuoto e d'inverno diventano piscine all'aperto.

Per l'elenco delle piscine comunali aperte nell'estate 2016 clicca qui

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