Il senatore Esposito in bici sul marciapiede: "Strade troppo pericolose", multato

Il deputato, che abita a Torino, chiede di aprire una discussione seria sulle piste ciclabili. Ma quando era assessore di Roma aveva bocciato il Grab

Stefano Esposito

Multa da 41 euro per il senatore del Partito democratico Stefano Esposito per aver violato il codice della strada: pedalava con la sua bici sul marciapiede nel quartiere Pozzo Strada di Torino dove vive, dove non ci sono piste ciclabili. Ha scelto il marciapiede e non l'asfalto perché "le strade sono troppo pericolose per i ciclisti". Il senatore non era da solo; in bici con lui, sul seggiolino, anche la figlia. Un motivo in più per essere prudenti. Ha chiesto lui stesso di essere multato dai vigili per poter contestare la multa.

"Spero si possa aprire una discussione seria sul tema sicurezza in tutte quelle aree della città non coperte da piste ciclabili. Inutile offrire incentivi all'uso delle 2 ruote se non si affronta contestualmente il tema sicurezza", scrive il deputato sulla sua pagina Facebook.

Giusto, andare in bici sulle corsie dedicate ai ciclisti è più sicuro. Però Esposito, che è stato anche assessore ai Trasporti di Roma, non sembrava pensarla proprio così all'epoca della giunta Marino.

L'assessore sul Grab a Roma. Senza tutor o controlli a multare i furbetti, le zone 30 sono "palliativi", del Grande Raccordo per le Bici non se ne fa niente perché è progettato male, tuttalpiù ci si dovrà accontentare di qualche nuova striscia pedonale. Senza contare che Roma "non ha un piano mobilità che abbia senso". Che, detto altrimenti, si naviga a vista. Insomma, chi si batte per forme di mobilità sostenibile, ciclisti e pedoni, si metta pure in coda. Le urgenze sono altre, ed è già tanto se si riesce a portare a casa la partita Giubileo. E' il quadro fornito dall'assessore ai Trasporti, Stefano Esposito, durante un incontro con le associazioni di ciclisti della Capitale un anno fa. Un faccia a faccia su istanze storiche per chi va in bici a Roma, sfumato in un nulla di fatto, come dimostrano i contenuti della conversazione emersi dai diretti interessati.

La proposta di legge. Presto il Senato discuterà un emendamento del codice della strada, proposto proprio da Esposito, che propone di inserire nel testo l’obbligo del casco per ciclista. Un'idea che ogni tanto ritorna, ma che non piace ai ciclisti.

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