Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Aggredito sul bus perché gay: caccia agli aggressori, pronta una legge

La versione dei fatti data da Stefano in Questura è stata giudicata credibile. Aperta dunque la ricerca agli aggressori, resa difficile dalla mancanza del filmato del bus. Intanto il Regione è pronta una proposta di legge

Non sono ancora stati individuati i due aggressori di Stefano, il ragazzo picchiato sull'autobus nella notte tra venerdì e sabato mentre rincasava con un amico dopo la serata passata in discoteca. "Sei frocio?" gli avrebbero chiesto i due aggressori poco prima di passare dalle parole ai fatti. A raccontarlo è lui stesso in Questura agli investigatori della Squadra Mobile in un lungo incontro durato cinque ore. "All'inizio pensavo scherzassero, ma prima di scendere mi hanno colpito al volto e insultato. Uno di loro era biondo, l'altro moro".

Una caccia che risulta essere estremamente difficile. Pochi gli indizi per gli investigatori, manca anche il filmato della telecamera a bordo del mezzo pubblico perché era stato già cancellato. Per il momento però una cosa è certa: per le forze dell'ordine il racconto fatto da Stefano, 21 anni, è credibile.

Solidarietà a Stefano è stata espressa da diverse istituzioni comunali e regionali. L'assessore Monica Cerutti ha parlato anche di una legge contro le discriminazioni. "La proposta è pronta - ha fatto sapere -. Adesso chiediamo ampio consenso". Il documento sarebbe già stato presentato in Giunta e nei prossimi giorni si passerà a un procedimento di consultazione online per avere suggerimenti di associazioni e soggetti interessati.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Aggredito sul bus perché gay: caccia agli aggressori, pronta una legge

TorinoToday è in caricamento