Cronaca

La scuola guida più dura? Quella di mamma e papà!

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Direct Line rivela: il 92% dei torinesi impartisce lezioni di guida extra ai propri figli e il 66% pretende di essere presente durante i primi spostamenti. Il figlio che fa lunghi viaggi, mette in ansia il 50% dei genitori torinesi.

Ddiciotto anni: la maggiore età, i primi viaggi da soli, il diritto al voto, ma soprattutto la tanto attesa patente di guida! Il conseguimento della patente, è uno di quegli appuntamenti che tutti i ragazzi sognano e aspettano con ansia, ma è anche il primo vero test che la vita ci impone. A questo proposito vista l'importanza dell'esame, il Centro Studi e Documentazione Direct Line - la più grande compagnia di assicurazione auto on line - ha voluto indagare sulla tendenza dei genitori a testare in prima persona le capacità di guida dei figli con lezioni di guida aggiuntive rispetto a quelle delle auto scuole.

La scuola guida di mamma e papà è infatti un grande classico, per questo Direct Line ha chiesto ai genitori torinesi se, perché e in che misura sottopongono i propri figli aspiranti autisti o neo-patentati a sessioni di guida extra prima o dopo l'esame pratico.

I genitori automobilisti torinesi sono molto interessati alla fase di preparazione alla prova ufficiale: il 92% del campione dichiara infatti di aver dedicato ai propri figli lezioni pratiche in vista dell'esame. Solo una minoranza risulta più incline alle lezioni post conseguimento della licenza di guida: l'8% degli intervistati afferma infatti di imporle ai propri figli con lo scopo di testarne con mano la preparazione. Infine il 25% dei più sicuri sostiene che il proprio figlio ha imparato a cavarsela perfettamente con le lezioni della scuola guida.

Torinesi meno apprensivi, o forse no. I genitori torinesi sembrano trovare il proprio modo di assicurarsi delle capacità di guida della prole presenziando durante i primi viaggi ufficiali: il 66% del campione ha infatti ammesso di aver voluto essere presente durante i primi spostamenti in auto dei propri figli. Nello specifico, il 33% ha voluto sedere al posto passeggero durante il primo viaggio serale, mentre un altro 33% nei primi approcci con tangenziali e autostrade.

Il raggiungimento della libertà è senza dubbio uno dei principali obiettivi che ogni 18enne associa al conseguimento della patente, ma a quanto pare in Italia non è esattamente così. I genitori torinesi impongono un preciso regolamento di utilizzo dell'auto. Ecco la Top 5 delle "regole del neo-patentato" torinese:

Le regole dei genitori torinesi

per i figli neo-patentati

Utilizzare il cartello "P"

Non essere il guidatore designato

Rispettare il limite di passeggeri

Rispettare il coprifuoco di uso dell'auto

Non utilizzare le autostrade

Fonte tabella: Ricerca DuepuntoZero/Doxa per Direct Line. Elaborazione Direct Line.

Al primo posto troviamo l'utilizzo del cartello "P", imposto dal 42% dei genitori torinesi, a seguire con il 33% il divieto di essere l'autista designato per le serate fuori con gli amici. Il 32% del campione pone un limite massimo di passeggeri trasportabili, mentre il 17% è solito istituire un coprifuoco per l'utilizzo dell'auto. C'è anche chi vieta tassativamente l'utilizzo delle autostrade (1%).

Regole e restrizioni sembrano essere giustificati da un senso di preoccupazione legato soprattutto ad alcune situazioni: le insidie dei lunghi viaggi sono infatti in cima alla lista delle preoccupazioni del 50% dei genitori torinesi, più distanti i pericoli della guida durante le ore serali e notturne (25%) e la fruizione di strade particolarmente trafficate (17%). Meno temuti invece i viaggi in autostrada (8%).

"Patente, croce dei genitori e delizia di ogni ragazzo - commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing di Direct Line - Con questo sondaggio abbiamo voluto fare luce sull'altra faccia della medaglia dando voce non ai giovani guidatori neo-patentati, ma ai loro genitori. Il conseguimento della licenza di guida viene vissuto dai giovani come un traguardo importante nella vita che segna l'entrata ufficiale nel mondo degli adulti e porta con sé libertà e autonomia, ma che dovrebbe portare anche responsabilità. Ogni genitore è cosciente dei rischi che la strada racchiude ed è in questo senso che Direct Line ha voluto sottolineare le preoccupazioni degli adulti ed evidenziare ancora una volta l'importanza di un'educazione alla guida sicura che deve iniziare fin da subito."

"Il rispetto di alcune buone norme - continua Barbara Panzeri -, come l'utilizzo del cartello P o l'intensificazione dell'attenzione durante la guida notturna, è fondamentale per permettere a tutti di fruire della strada in maniera civile, educata e responsabile. È interessante notare come i genitori sembrano aver colto l'importanza dell'educazione stradale, impartendo lezioni pratiche extra, indicando regole da seguire, oltre a stare accanto ai giovani autisti durante i primi spostamenti."

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