Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Dentista? No grazie. Quasi un torinese su due non si cura

Nuova ricerca dell’Osservatorio Sanità UniSalute: Il 36% ha dovuto rinunciare per motivi economici. Si ricorre sempre più solo per necessità e sempre meno per prevenzione. I torinesi aprono alle polizze sanitarie: il 31% sarebbe interessato a una copertura per le cure odontoiatriche.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Negli ultimi 12 mesi quasi la metà dei torinesi (42%) non è andato dal dentista.

Un dato allarmante se si pensa che il 36% degli stessi ha rinunciato perché non poteva affrontare la spesa (si arriva anche al 50% tra le donne). E non è tutto: il 45% non è andato dal dentista perché riteneva di non averne bisogno, disinteressandosi a qualunque attività di prevenzione mentre il16% non trovava il tempo per la visita, pur avendone necessità.

È questa la prima istantanea sul capoluogo piemontese che si ricava dalla nuova ricerca1 realizzata dall'Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, che conferma un preoccupante trend ormai in atto da diversi anni nel nostro Paese.

La visita dal dentista è diventata infatti una prestazione a cui sempre più si ricorre solo per un bisogno e a cui sempre più spesso si rinuncia a causa dei costi. Infatti, tra i torinesi che sono andati dal dentista, ben il 59% è stato spinto dalla necessità di curare un problema e non per un controllo di prevenzione.

E a chi si affidano i torinesi per le cure dentistiche? L'87% al dentista privato di fiducia, mentre l'8% cambia a seconda delle offerte che trova, segno della crescente attenzione al portafoglio.

Che il prezzo sia diventato una variabile determinante lo conferma anche la maggiore apertura verso le cure low cost, anche all'estero. Se il 46% dei torinesi è ancora perplesso e dichiara di non fidarsi, per il 30% sono un'opportunità in più che consente di risparmiare e per il 24% sono addirittura l'unica soluzione per molte famiglie che altrimenti sarebbero costrette a rinunciare alle cure.

Come garantire quindi risparmio e accessibilità delle cure? E' indispensabile lavorare allo sviluppo e alla diffusione di forme di sostegno ai redditi delle famiglie che possano permettere un maggiore e più esteso riscorso a prestazioni sanitarie da parte dei cittadini. Una soluzione di cui stanno prendendo coscienza i torinesi: il 31% si dichiara infatti interessato a una polizza sanitaria per le spese odontoiatriche. Uno strumento che permetterebbe di organizzare la spesa sanitaria privata e di garantire accesso a cure di qualità senza gravare sui bilanci familiari.

1 Indagine CAWI condotta dall'istituto di ricerca Nextplora nel 2014 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d'età (over 30), sesso ed area geografica.

2 L'Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l'obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo del welfare sanitario in azienda.

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