Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Stamina, vertice tra pm e Nas: possibile un ampliamento delle accuse

Incontro tra Raffaele Guariniello e un ufficiale del Nas. Il pm sta ipotizzando se allargare le accuse: potrebbe aggiungersi anche l'omicidio colposo se arrivassero segnalazioni legate al decesso di pazienti

La messa a punto delle iniziative da prendere nei prossimi giorni è stata decisa nelle sale del Palazzo di Giustizia di Torino, riguardo il caso Stamina: dopo l'incontro avuto con un ufficiale dei Nas, Raffaele Guariniello sta valutando se allargare le accuse verso i responsabili del metodo, anche se bisogna ancora ascoltare qualche persona e acquisire magari qualche e-mail che si sono scambiati i componenti dello staff di Davide Vannoni, il padre della metodica Stamina.

Vannoni per ora resta indagato assieme ad altre undici persone per associazione a delinquere, truffa, somministrazione di farmaci pericolosi. Le accuse però potrebbero aumentare, in quanto potrebbe spuntare l'omicidio colposo se arrivassero segnalazioni legate al decesso di pazienti.

Gli inquirenti torinesi sapevano che la metodica Stamina presentava gravi controindicazioni almeno dal 2012. Questo almeno dimostrano le carte dell'indagine, nelle quali sono indicati i rischi evidenziati dai consulenti di Guariniello: dalla nausea alla cefalea, dalle meningiti batteriche alle ischemie, dai traumi midollari ai disturbi di coagulazione, persino all'insorgenza di tumori.

La colpa sarebbe del trattamento, il quale prevede manipolazioni di cellule, biopsie e reimpianti. Anche le condizioni di lavoro non aiutano, in quanto nell'avviso di chiusura delle indagini si evidenzia come lo staff lavorasse in strutture "palesemente inidonee" disseminate in varie città italiane, spesso negli "scantinati".

Alcuni laboratori inoltre erano stati nascosti a San Marino, nell'intento, secondo i pm, di sfuggire ai controlli previsti in Italia. All'ospedale Valdese di Torino c'era anche un medico che, agli aspiranti pazienti, decantava "la bellezza della clinica sanmarinese, dipinta come un albergo". Girava anche il video di "un ballerino russo affetto da Parkinson sulla carrozzella che a seguito del trattamento con le staminali danzava e ballava". Il tutto per un'attività che veniva presentata come "umanitaria", "compassionevole", "senza fini di lucro", ma che di fatto era "volta a pretendere e ottenere da ciascun paziente e/o familiare somme fino a 50 mila euro".

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