Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Metodo Stamina, una dozzina di indagati, ipotizzata la truffa

Non sono ancora terminati gli accertamenti della procura di Torino sulla questione Stamina. Le indagini sono iniziate nel 2009; a Torino gli indagati sono una dozzina

Gli accertamenti della Procura di Torino sulla questione Stamina non sono ancora finiti. Una ulteriore serie di attività è svolta da Carabinieri del Nas e polizia giudiziaria, su indicazione del pm Raffaele Guariniello, in vista della chiusura delle indagini su Davide Vannoni.

Le indagini sono iniziate nel 2009, e l'avviso di chiusura risale al 2012; molte cose nel frattempo sono successe: le decisioni dei giudici del lavoro (spesso contrastanti) sul diritto dei pazienti ad accedere alla terapia, il braccio di ferro con i tribunali amministrativi, con l'Aifa, con il ministero della Salute, con il mondo accademico.

Gli indagati, a Torino, sono una dozzina. Vannoni, 44 anni, professore associato di scienze cognitive, è in prima fila nella veste di presidente della Stamina Foundation. Secondo gli inquirenti, quella che si presentava come una onlus, aveva un vertice "animato dall'intento - si legge nel capo d'accusa - di trarre guadagni da pazienti affetti da patologie senza speranza. Gente che invitava i clienti a "non dire nulla in giro" perché "queste procedure sono vietate" e che, conversando, si lasciava scappare frasi come "per fortuna i malati sono in aumento".

L'onlus chiedeva ai pazienti dai trentamila ai cinquantamila euro e raccomandava che la causale del bonifico riportasse la dicitura "donazione", dal momento che i trattamenti non erano consentiti. Per questo le accuse spaziano dall'associazione per delinquere alla truffa e alla somministrazione di farmaci pericolosi. Nel frattempo, su Vannoni si è allungata una nuova indagine, condotta dal pm Giancarlo Avenati Bassi, che ipotizza una tentata truffa alla Regione Piemonte. L'episodio risale al 2007. Vannoni, grazie ai suoi contatti con l'ambiente politico piemontese, avrebbe convinto la Regione a stendere una delibera per finanziare con 500 mila euro la sperimentazione delle cure compassionevoli con il metodo stamina. La delibera, però, venne ritirata e non se ne fece nulla.

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