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Stadio Olimpico e Torino calcio: o Cairo compra o raddoppia l'affitto

Sull'impianto gravano ancora un mutuo ventennale e 38 milioni di euro di ipoteche. Il Comune dovrebbe attivarsi per rendere lo Stadio Olimpico nuovamente appetibile

Difficile che Urbano Cairo si orienti su un possibile accordo per l'acquisto dello Stadio Olimpico così come auspicherebbero il sindaco Piero Fassino e la Giunta comunale. Sulla struttura, che nel 2006 è stata sotto i riflettori internazionali per aver accolto le cerimonie di apertura e di chiusura delle XX Olimpiadi Invernali, il Comune sta ancora pagando il mutuo ventennale di ristrutturazione di 40 milioni di euro e non ha ancora provveduto a risolvere la questione delle ipoteche. Altrettanti 38 milioni di euro gravano infatti sull'impianto a causa di Cimminelli e anche se Gianguido Passoni, assessore al Bilancio, si è detto disponibile a lavorarci, la situazione in realtà è tutt'altro che sbloccata.

Un paio di settimane fa la Giunta ha ottenuto il ritiro da parte di Michele Curto (Sel), dell’ex assessore allo Sport Beppe Sbriglio e dei democratici Giusi La Ganga, Silvio Vialedella e Gianni Ventura, della mozione con cui si chiedeva la revoca della delibera del rinnovo dell'affitto al Torino Calcio di 250 mila euro annuali, cifra considerata troppo vantaggiosa rispetto a quella che pagano altri club italiani. In cambio si impegnerà, entro la fine dell'anno a intavolare una trattativa con Cairo che riguardi o la concessione pluriennale dello Stadio o appunto la sua vendita alla società granata.     

"E' inutile discutere ancora sullo Stadio Olimpico - ci dice il consigliere Giuseppe Sbriglio, ex assessore allo Sport -: gli anni passano ma fino a che la Città non si attiverà per togliere le ipoteche e per rendere appetibile l'impianto, non si andrà da nessuna parte". Proprio Sbriglio, in tre anni e mezzo - da quando cioè si è insediata la nuova giunta - ha presentato numerose interpellanze sulla questione delle ipoteche ma senza mai ottenere risposta concreta. "L'Avvocatura ha dichiarato di non aver mai ricevuto richieste da parte del Comune in questo senso - ha aggiunto - e pensare che se c'è una cosa che funziona, a Torino, è proprio la giustizia. Se la Città si fosse mossa per tempo a quest'ora lo Stadio Comunale sarebbe libero e forse si saprebbe già qualcosa sul suo futuro".  

Improbabile dunque che Urbano Cairo decida di comprare uno Stadio a queste condizioni, considerato anche che il Torino Calcio si fa carico annualmente di 1,3 milioni di manutenzione ordinaria e utenze. Eppure entro la fine dell'anno qualcosa il presidente dovrà decidere: in caso contrario a partire da gennaio 2015, il Torino Calcio sarà costretto a pagare le tariffe che vengono adottate saltuariamente, ad esempio per i concerti. Ciò significherebbe sborsare 24 mila euro a giornata anzichè gli attuali 13 mila euro. "E' riduttivo discutere ancora sul fatto che il Torino paga troppo poco di canone annuale - conclude Sbriglio -: a parer mio potrebbe anche andare bene questo contratto. Ma è necessario dare una prospettiva all'impianto: l'importante è che tra due anni si sappia cosa farne".

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