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In ospedale il 30% del menù in spazzatura, buttati 2,6 mln di euro

I cibi più sprecati sono il pane e i contorni. Meglio i primi e i secondi. Pochi avanzi, invece, per il dessert che resta il cibo più consumato dai pazienti ospedalieri

Un terzo del cibo somministrato ai pazienti in ospedale finisce nella pattumiera. Un risultato allarmante perchè con gli scarti che finiscono nei cassonetti si potrebbero sfamare oltre 600 abitanti dell'Africa centrale. Lo studio - unico in Italia e forse anche in tutta Europa - arriva dritto dritto dalla Rete regionale di dietetica e nutrizione clinica che ha monitorato gli scarti della ristorazione ospedaliera in 13 ospedali del Piemonte, fra cui anche la Città della Salute di Torino. Risultato? Oltre il 30 per cento del cibo somministrato ai pazienti in degenza viene buttato nella spazzatura: in termini economici stiamo parlando di circa 2,6 milioni di euro che vanno perduti.

L'avanzo più sprecato resta il pane, il cui 55, 8 per cento del totale non viene consumato e finisce nei rifiuti: analogo discorso anche per i contorni. Meglio i primi e i secondi dove gli sprechi scendono al 42,3 per cento mentre sono i dessert a essere più graditi i cui scarti si fermano al 36,6 per cento.

Lo studio è stato realizzato grazie a una task force ad hoc composta da medici e dietisti che, per un periodo cumulativo di 48 settimane, hanno effettuato 39545 rilevazioni monitorando gli scarti relativi a 8627 pasti in 13 ospedali della Regione, valutando al letto di ogni singolo paziente - in reparti selezionati rappresentanti delle differenti aree di degenza - le cause delle assunzioni inadeguate (cliniche, organolettico-gastronomiche o gestionali) e l’entità degli scarti stessi. L’entità degli avanzi (cibo sprecato e gettato, anche se potenzialmente ancora consumabile) e degli scarti (cibo che viene gettato perché non consumato o consumato solo parzialmente) nella ristorazione collettiva resta uno dei grandi nodi solo parzialmente risolti a livello nazionale e internazionale. Malgrado il crescente utilizzo di correttivi gestionali e di programmazione, l’entità di cibo perfettamente utilizzabile che finisce in spazzatura da mense scolastiche, aziendali e ospedaliere resta troppo alta. L’ambito ospedaliero, per alcune sue peculiarità (urgenza/emergenza solo parzialmente programmabile, modificazioni impreviste delle condizioni cliniche di alcuni pazienti) richiede l’allestimento di porzioni extra che a volte contribuiscono a questo spreco.

Per correre ai ripari il Piemonte - in collaborazione con alcune onlus del settore come Banco alimentare e Caritas - ha avviato nel 2011 un percorso di applicazione della legge 155/2003, la legge del "Buon Samaritano" che ha permesso nel 2014 di recuperare a scopi di solidarietà sociale più di 25 tonnellate di cibo altrimenti destinato a essere gettato da ospedali come Molinette, Giovanni Bosco e Santa Croce di Moncalieri. 
 

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