Sparò contro i ladri d'auto e ne ferì uno alla schiena, poliziotto condannato

Il giudice stabilisce anche una provvisionale di 60mila euro in solido col Ministero. Condanna anche per il ferito

L'area servizio Tamoil di corso Unione Sovietica 654

Nove mesi di reclusione e 60mila euro di provvisionale (da pagare in solido con il Ministero dell'interno). E' la condanna inflitta a un poliziotto di 42 anni ritenuto colpevole di avere sparato, il 15 dicembre 2013, a un ladro nomade in fuga in nell'area di servizio Tamoil di corso Unione Sovietica 654, rendendolo invalido.

La sentenza, pronunciata ieri, mercoledì 14 dicembre, dal giudice monocratico Paola Odilia Meroni, è di quelle destinate a fare discutere. L'agente, accusato di lesioni colpose, era regolarmente in servizio e sparò sette colpi contro due auto risultate rubate. "Sparare era l'unico mezzo per fermarle", ha sostenuto il suo avvocato Gigliola Rubano. "E la fuga del ladro configura un caso di resistenza attiva", ha aggiunto. Il poliziotto, tra l'altro, aveva 15 anni di servizio senza alcun difetto e, anzi, aveva ricevuto un encomio.

Per lo stesso fatto, ossia per il furto e la fuga, il nomade, Megaiver Sulejmanovic di 24 anni, che ha ammesso il furto dell'auto, una Fiat Uno, è stato condannato a un anno e un mese di reclusione. Il suo avvocato, Domenico Peila, aveva chiesto una provvisionale di 500mila euro e un risarcimento complessivo di più del doppio. Ora è invalido al 60%.

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Il giudice Meroni ha rinviato al pm le posizioni dei due nomadi che viaggiavano a bordo della Uno: sentiti come testimoni, avevano ammesso di aver partecipato al furto dell’auto. La seconda auto rubata, una Fiat Punto, era riuscita a fuggire.

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