Siap: "Parole dell’on. Laura Castelli inaccettabili e gravissime"

Dopo quelle di Davide Bono sull’attentato a La Stampa e quelle di Vittorio Bertola sui gravi fatti di ieri, seri dubbi sul senso dello Stato dei rappresentanti del M5S

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

"E' con grande incredulità che leggiamo le parole dell'On. Laura Castelli sui gravissimi fatti di Roma - così Pietro DI LORENZO, Segretario Generale Provinciale del SIAP, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato - " Da rappresentanti delle Istituzioni non ci si può aspettare che forniscano motivazioni ed alibi a chi compie gesti tanto gravi e destabilizzanti, Tanto più se tali giustificazioni servono a confermare la propria linea politica".

" All'On. Castelli vogliamo dire che, storicamente, la piazza viene delegittimata da chi pratica la violenza e non dalla politica. Gli atti violenti fanno si che l'attenzione si concentri sulle azioni e reazioni e non sulle cause e sulle misure per combattere contro una crisi economica e sociale devastante" - continua DI LORENZO - " Siamo consapevoli che l'On. Castelli è nata dopo un altro periodo buio della nostra Repubblica, ma noi che invece l'abbiamo vissuto non possiamo che preoccuparci di fronte a tanta superficialità nel fornire anche il più piccolo alibi morale a chi sceglie di colpire lo Stato, che sia un politico o una divisa. Come è possibile accostare la figura del Presidente della Repubblica a quanto accaduto facendo chiaramente intendere che lo si ritiene in qualche modo responsabile? "".

"Abbiamo denunciato più volte la deriva pericolosa e incontrollata che si andava delineando e purtroppo siamo stati cattivi profeti" - ancora DI LORENZO - " Quello che più ci preoccupa, però, è la somma delle dichiarazioni degli esponenti torinesi del movimento cinque stelle di fronte a fatti gravissimi che colpiscono libertà fondamentali per la tenuta democratica del nostro Paese".

"Speravamo che le dichiarazioni di Davide Bono all'indomani dell'attentato a La Stampa ("asservimento al potere precostituito di gran parte dei media tradizionali") fossero un delirio isolato" - continua DI LORENZO - " Invece leggiamo quanto scritto da Vittorio Bertola sul suo profilo facebook e le dichiarazioni di un parlamentare di questa Repubblica sui fatti di Roma . Parole allucinanti che, queste sì, segnano una distanza. Quella tra chi è veramente al servizio dello Stato, ogni giorno ed in silenzio, e chi pur rivestendo una qualche carica istituzionale lo Stato lo vuole abbattere".

"Ci sembra necessario cogliere l'occasione per rivolgere un appello a tutti coloro che, dopo 40 anni, utilizzano ancora parole quali piazza, popolo e potere in modo improvvido e approssimativo. Queste stesse modalità hanno già prodotto in Italia sangue e lacrime ma pochi cambiamenti reali. Nessuna rivoluzione morale passerà mai dalla violenza né da una pratica politica che eredita dall'integralismo no tav la concezione di Stato quale nemico" - conclude DI LORENZO - " Esprimendo la nostra incondizionata vicinanza ai colleghi dell'Arma per tutti i fatti i sangue che li hanno visti coinvolti, auspichiamo un ritorno per tutti alla realtà. La volontà individuale si esercita nel voto e questo, producendo una maggioranza, esplica una volontà popolare. Ed a questa bisogna attenersi."

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