Cronaca

Marijuana modificata e spaccio di armi, stroncato grosso traffico

Cocaina, hashish e marijuana, ma non solo. Quello che la Polizia di Stato ha scoperto con un'indagine durata due anni è molto più ampio. Nei mesi di accertamenti è anche stato arrestato un pericoloso latitante

Le persone arrestate dalla Polizia nell'operazione "Skunk"

Un'operazione durata quasi due anni ha permesso alla Polizia di Stato di stroncare un traffico di armi e stupefacenti che toccava il Piemonte, l'Emilia Romagna e la Calabria. Dodici le persone per cui è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare dal Gip distrettuale su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Torino. Tutti italiani, di età compresa tra i 27 e i 50 anni.

Nel corso delle indagini sono stati ventuno i provvedimenti restrittivi presi a carico di altrettanti soggetti con l'accusa, a vario titolo, di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, detenzione, porto e cessione di armi clandestine. L'operazione, che ha preso il nome di "Skunk" (come la varietà di cannabis creata negli anni '80 ottenuta fondendo le linee native del Messico, della Colombia e dell'Afganistan), ha fatto luce in particolare sul traffico e lo smercio, oltre che di cocaina ed hashish, della stessa tipologia di marijuana geneticamente modificata e dotata di un elevato principio attivo (“Skunk” appunto), fatta pervenire dalla provincia jonica di Reggio Calabria in Emilia Romagna, nella zona di Ravenna ed in Piemonte, in particolare a Torino e Santena.

Durante l'attività di indagine, e in particolare a marzo 2012, erano stati arrestati tre uomini perché indiziati di aver detenuto quattro chilogrammi di sostanze stupefacenti. Tra questi fermato anche un pericoloso latitante appartenente alla 'ndrangheta.

Da quanto accertato un gruppo criminale produceva la sostanza stupefacente nella zona aspromontana della locride per poi inviarlo in Piemonte prevalentemente in pacchi trasportati a bordo degli autobus che effettuano la linea Reggio Calabria-Torino. Queste aziende sono risultate essere estranee alla vicenda. Per escludere la riconducibilità del mittente, nei pacchi venivano indicati come destinatari soggetti inesistenti.

Per riuscire a scoprire sia il traffico di droga che quello delle armi e coloro che c'erano dietro è stato necessario decriptare alcuni termini utilizzati dai malviventi. Spesso venivano utilizzati termini come "stereo, bella mora, ragazza, macchina", oppure "moto, calcolatrici".

Complessivamente durante l'operazione sono state arrestate 22 persone e sequestrate due pistole semiautomatiche calbro 9x21 e 6,35.

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