Uno spacciatore per 3 province: i clienti lo raggiungevano a casa a bordo dei più svariati mezzi

Riforniva di cocaina persone provenienti dalle province di Asti, Torino e Cuneo

In alcuni casi gli acquirenti sono sopraggiunti a casa sua, per acquistare cocaina, a bordo di taxi, camion, trattori agricoli e anche, in un caso, con la sedia a rotelle. Negli ultimi giorni lo spacciatore 50enne astigiano è stato condannato a 8 anni di reclusione con una sentenza emessa dal GIP del Tribunale di Asti. Per lui anche 30.000 euro di multa e le pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dell’interdizione legale per il periodo corrispondente alla pena principale nonché alle spese processuali. L’iter giudiziario arriva al termine di un’attività investigativa iniziata a febbraio dello scorso anno dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Villanova d’Asti.

In sintesi l’imputato aveva organizzato il suo traffico di cocaina con base nella propria abitazione di Monale (AT), luogo dove la clientela si recava per approvvigionarsi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 50enne acquistava ingenti quantitativi di “polvere bianca” che nascondeva all’interno di un cortile condominiale di Asti dove abitava l’anziana e inconsapevole madre: sfruttando le visite alla donna, nascondeva lo stupefacente all’interno di un termos metallico che veniva, a sua volta, celato all’interno di un sistema di tubatura che lui aveva alterato rendendo vana la riconducibilità della droga a lui, nel caso in cui fosse stata scoperta. Alla fine delle indagini nel cortile dell’abitazione materna verrà trovato mezzo chilo di cocaina non tagliata per un importo pari a 60.000 euro, nascosto nel sistema di tubatura della corte condominiale.

Al momento della vendita il “protocollo” ormai collaudato si articolava in un semplice squillo che l’uomo riceveva sul proprio telefono cellulare da parte del cliente: laddove la droga fosse stata disponibile, allora il 50enne rispondeva con un semplice squillo, quale segnale di “via libera” per raggiungerlo a casa. Il cliente, appena arrivato sotto la propria abitazione, reiterava uno squillo per avvisare della sua presenza e, poco dopo, scendeva il “fornitore” che cedeva lo stupefacente secondo un tariffario ormai consolidato

500 cessioni in 3 mesi di attività

Le attività tecniche di video ripresa hanno permesso di ricostruire in soli tre mesi circa 500 cessioni a favore di altrettanti clienti che, provenienti da ogni zona della provincia astigiana, torinese (soprattutto dall’area moncalierese e dal capoluogo) e cuneese, raggiungevano l’abitazione dell’interessato, a bordo dei più svariati mezzi: in alcuni casi gli acquirenti sono sopraggiunti a bordo di taxi, camion, trattori agricoli finanche, in un caso, con la sedia a rotelle.

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La reale difficoltà era sempre stata l’individuazione del luogo di occultamento del grosso della partita di droga che inizialmente il 50enne acquistava dai grossisti: pur essendo già gravato da precedenti di polizia e condanne per stupefacenti, le svariate perquisizioni a cui era stato sottoposto negli anni precedenti non avevano mai consentito di rinvenire quantitativi che ne attribuissero responsabilità in ordine al delitto di spaccio, ma solo per uso personale. L’analisi delle attività di ascolto permettevano, però, di venire a capo dell’arcano: aveva sfruttato le pertinenze dell’abitazione dell’ignara madre per nascondere la droga.
 

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