Sorelle terrorizzano una famiglia: l’ex badante e il finto avvocato pretendono di entrare in casa

Volevano recuperare dei vestiti. Badante arrestata per maltrattamenti. Fermata anche la sorella “finto avvocato” che ha inscenato un malore

Immagine di repertorio

    
Hanno fatto il diavolo a quattro, ma con i modi adottati (e la serie di reati commessi) hanno ottenuto l’arresto. I fatti sono accaduti lunedì 1 giugno in un condominio del quartiere Lingotto quando, nel primo pomeriggio, una donna impaurita chiama la Polizia di Stato: alla porta di casa c’è l’ex badante della madre la quale, con atteggiamento molesto, pretende di entrare nell’abitazione.

Gli agenti arrivano sul posto e trovano due donne che perseverano nel tentativo di entrare in casa della donna. La prima, ex badante della famiglia, lamenta di essere stata licenziata ingiustamente e di essere lì per ritirare dei capi di vestiario. La sorella, non ancora qualificatasi come tale, millanta di essere un avvocato e invita i poliziotti a far rispettare la legge permettendo il recupero degli effetti personali della sua assistita.

A questo punto la padrona di casa, in stato di shock, apre la porta d’ingresso e dice ai poliziotti di essere stata minacciata e di non aver permesso l’ingresso per paura di ritorsioni fisiche. A queste frasi l’ex badante, una cittadina rumena di 36 anni, e il suo fantomatico “avvocato” iniziano a insultarla. Quando i poliziotti impediscono alle due donne di avvicinarsi alla porta vengono a loro volta insultati. Nonostante gli inviti alla calma, insulti e minacce ai poliziotti non cessano.

La richiesta dell’ambulanza prima di inscenare un malore

Improvvisamente, senza alcuna reale ragione, la sorella della badante, una cittadina rumena di 43 anni chiama il 112 NUE chiedendo l’invio di un’ambulanza poiché nell’appartamento c’è una persona che sta male. Ad un certo punto, però, le donne decidono di allontanarsi e per farlo spintonano uno degli operatori della Squadra Volante. Non paghe, proseguono nella loro condotta colpendo a calci e pugni tutti gli agenti presenti che però le fermano. Nel frattempo giunge sul posto l’ambulanza e a questo punto la performance raggiunge il suo punto più alto: il finto avvocato lamenta un malore, cade a terra come se avesse perso conoscenza. Mentre i sanitari le prestano le cure, la donna apre un occhio per appurare l’esito della messa in scena. Resasi conto di essere stata scoperta e di non aver raggiunto l’esito sperato, improvvisamente si riprende e ricomincia, insieme alla sorella, ad offendere i poliziotti, tentando anche di colpirli nuovamente.

L’epilogo e l’arresto

Terminata la performance, i poliziotti raccolgono il racconto della richiedente la quale narra che tutto il nucleo familiare da mesi viveva in una condizione di violenza fisica e psicologica provocata dalla badante. In particolare, la cittadina rumena la vessava in diversi modi, insultandola e imponendole, per esempio, attività domestiche che invece erano, invece, a suo appannaggio e per le quali veniva pagata. Destinataria dei maltrattamenti era anche la mamma della richiedente, la persona che la badante avrebbe dovuto seguire. Alla luce dei fatti, la 36enne ex badante è stata arrestata per maltrattamenti in famiglia e resistenza e denunciata per minaccia, violenza o minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire indicazioni sull’identità personale. A sua sorella, invece, arrestata per resistenza a pubblico ufficiale, sono stati contestati i reati di violenza o minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire indicazioni sull’identità personale, millantato credito e procurato allarme.
 

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