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Sopralluogo nel deserto, la stazione Rebaudengo è isolata dal mondo

Ieri pomeriggio i consiglieri del Comune di Torino si sono trovati di fronte uno spettacolo agghiacciante. A mancare del tutto è la segnaletica. Uno solo il bus che transita davanti allo scalo

Un sopralluogo durato meno di due ore, un giro per la stazione fantasma e un altro per i parcheggi e il quartiere Borgo Vittoria. Si è concluso con un nulla di fatto il sopralluogo del Comune di Torino presso la stazione Rebaudengo di via Fossata. I consiglieri non hanno potuto fare altro che annotarsi i problemi della nuova struttura collocata a metà tra le circoscrizioni Cinque e Sei. Innanzitutto quello che è parso subito chiaro è stata la difficoltà nel raggiungere la destinazione.

Non servita sufficientemente dai mezzi pubblici la stazione è diventata un’immensa cattedrale nel deserto. Chi arriva da via Cigna deve percorrere via Breglio, entrare nella rotonda e prendere la prima uscita a destra. Chi arriva da corso Grosseto, invece, deve svoltare su via Fossata e percorrere la strada fino alla vecchia cascina. Tutto apparentemente facile a parole. Peccato che né su corso Grosseto né su via Cigna ci sia uno straccio di cartello che indichino la presenza della Rebaudengo.

A fermarsi davanti alla stazione c’è solo la linea 21, un pulmino di quartiere. In alternativa ci sono le linee 2 e 75 ma senza indicazioni rimane difficile muoversi da via Breglio e corso Grosseto. La stazione, inoltre, è sottoutilizzata. Poche le persone che la utilizzano. Solo due le biglietterie automatiche. Gli unici a divertirsi sono i predoni delle bici che in pochi mesi ne hanno smontate a bizzeffe. Alla città l’arduo compito di inserire finalmente una segnaletica adeguata.

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