Sopralluogo all'ex Moi, a gestire gli edifici comunali le bande di Askatasuna

Ii problemi da risolvere sono tanti: l'inefficienza degli impianti idrici, il teleriscaldamento ed il sovraffollamento. Sono, infatti, oltre 700 i profughi che occupano le palazzine

Dopo le tensioni che si erano verificate nelle scorse settimane, la Commissione comunale per il controllo di Gestione è riuscita finalmente ad accedere alle palazzine occupate dell'ex Moi. Un sopralluogo atteso da tempo, soprattutto per valutare lo stato in cui versano gli edifici - ricordiamolo, di proprietà comunale - attualmente in mano ai profughi.

Si ipotizzano oltre 700, infatti, i rifugiati che hanno di fatto preso possesso degli appartamenti delle palazzine site in via Giordano Bruno, innalzate nel 2006 per far fronte al carico di atleti e turisti delle Olimpiadi Invernali.

Dopo una prima ricognizione esterna degli stabili che presentano forti segni di degrado, i consiglieri hanno dialogato con una delegazione degli occupanti ed i loro sostenitori. I problemi da risolvere sono alla mano: inefficienza degli impianti idrici e, manco a dirlo, sovraffollamento. Per non parlare del teleriscaldamento, praticamente staccato a causa della mancanza di fondi delle casse comunali: i profughi, infatti, si scaldano con le stufette.

La situazione, tuttavia, pare essere decisamente migliorata rispetto alle visite precedenti, probabilmente "tirata a lucido per l'occasione", anche se alcune attività illecite come lo spaccio - documentato personalmente dal consigliere della Lega Fabrizio Ricca - non sembrano essere scomparse: "Nell'area comune probabilmente non si spaccia più, o almeno non lo si è fatto mentre eravamo lì, ma di sicuro il consumo di sostanze stupefacenti avviene ancora nella più totale tranquillità ed il tutto sotto la supervisione dei centri sociali - ha affermato Ricca -. È la conferma di quanto sapevamo, cioè che gli immigrati sono usati dai negrieri dei centri sociali come strumenti per poter agire nella più totale libertà".

La visita degli interni - salvo una piccola parte comune - è tuttavia stata impedita da alcuni militanti di Askatasuna che hanno di fatto accompagnato i consiglieri, ma impedito loro di effettuare un sopralluogo più approfondito: "Qui lo Stato non esiste - afferma la consigliera Paola Ambrogio -.  A gestire gli oltre 700 occupanti sono le bande di Askatasuna che impediscono qualsiasi tipo di libera iniziativa agli stranieri ospiti".

In linea generale, tuttavia, il sopralluogo si è svolto senza tensioni. Resta da capire come risolvere il problema di degrado che attanaglia sia la parte esterna che quella interna. Negli scorsi giorni i profughi hanno di fatto partecipato ad un'iniziativa che gli impegnava a raccogliere tutti i residui metallici ed ingombrati abbandonati nel villaggio post-olimpico, al fine di ridurre il degrado. "L'aria sembra buona - conferma il consigliere grillino Vittorio Bertola - ma bisognerà riparlarne fra un mesetto, passata la visita ufficiale".

Intanto il presidente della Commissione Roberto Carbonero (Lega Nord) ha espresso il suo rammarico per il un sopralluogo sostanzialmente a metà. Ma i consiglieri avranno modo di rifarsi: dopo le festività di fine anno, è previsto a Palazzo Civico un incontro con una delegazione degli occupanti per approfondire la questione.

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