Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Sanità in Piemonte. I cittadini vogliono una riduzione delle liste d'attesa

Il sondaggio di SEL sulla sanità piemontese ha dato i primi risultati: "Qualità soddisfacente, ma per l'82.6% il problema sono le liste d'attesa. Apprezzate le nostre proposte, in particolare sui consultori"

Un sondaggio per valutare la sanità torinese è stato commissionato dal Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà alla società torinese di statistica "Quorum", per sondare il tasso di gradimento, la percezione dell'attuale servizio e il giudizio sul Piano Sanitario che è al vaglio. "In più - ha dichiarato Monica Cerutti di SEL - abbiamo sottoposto al giudizio dei piemontesi le proposte di modifica che abbiamo avanzato alla Giunta attraverso i nostri emendamenti".
 
Ecco alcuni dati derivati dal sondaggio. L'88.4% degli intervistati è residente nella provincia di Torino e di questi il 61.8% abita nel capoluogo. Il servizio sanitario in Piemonte è giudicato positivamente dal 74.5% degli intervistati, e oltre la metà, il 59.1%, ha indicato l'ospedale Valdese come una struttura da difendere. Di questi il 68.2% è donna. Un dato che mette in evidenza l'importanza di genere di questa struttura. Alto è anche il numero di persone che hanno indicato l'Amedeo di Savoia, il 47.7%. La riorganizzazione della rete ospedaliera piemontese, infatti, prevede la ridefinizione delle funzionalità di alcuni ospedali e la possibilità di un declassamento.
 
La priorità dei cittadini è risultata la diminuzione dei tempi d'attesa. Il sondaggio ha mostrato che in una ipotetica classifica delle emergenze che la nostra regione dovrebbe affrontare per migliorare il sistema sanitario la "Riduzione delle liste d'attesa" occuperebbe il primo posto per gli intervistati, 82.6%. Il fatto, invece, che la qualità delle prestazioni sanitarie non venga indicata come un'emergenza è prova che la percezione della qualità del servizio è positiva.
 
Non tutto, però, è positivo. Per il 61.7% ci dovrebbe essere più attenzione nelle visite ambulatoriali. La possibilità di mandare a casa dei pazienti dimessi il costo delle cure sostenute dalle Asl per le prestazioni offerte non affascina i piemontesi che per il 43% bocciano la proposta. Bocciate anche le nuovissime Federazioni sanitarie: il 61.7 per cento degli intervistati non crede che possano contribuire ad un risparmio effettivo.
 
Una seconda parte del sondaggio prevede un riscontro riguardo ad alcuni emendamenti proposti da SEL. L'85.1% degli intervistati è d'accordo sull'istituzione del Fondo regionale per la nonautosufficienza. La richiesta è di individuare in modo dettagliato le prestazioni finanziate e le risorse da stanziare. Un altro emendamento propone di individuare un primo polo presso il S.Anna di Torino per la sperimentazione della medicina di genere, e il consenso riscontrato è ampio, l'81.3%. Anche la questione amianto è sentita dai piemontesi. L'86% valuta con favore la proposta di istituire un Centro Regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione sull'amianto, accettata dalla Giunta. Interessante il dato sui consultori: l'89.8% degli intevistati è d'accordo sulla richiesta di potenziare e di mettere in rete i consultori della Regione. Tra gli utenti uomini il consenso arriva all'87.8%. SEL ha anche chiesto un parere sulle proposte avanzate in materia di cure palliative e il progetto di legge sulle medicine complementari (omeopatia, osteopatia, agopuntura...). Nel primo caso l'83.8% degli intevistati si è detto favorevole agli emendamenti di Sinistra Ecologia e Libertà, nel secondo l'80.9%.

 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sanità in Piemonte. I cittadini vogliono una riduzione delle liste d'attesa

TorinoToday è in caricamento