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La banda in azione

La banda in azione

Scoperta la fabbrica di smontaggio delle auto rubate, quattro arrestati

Blitz dei carabinieri a Malanghero, frazione di San Maurizio Canavese. Recuperate 50 centraline manomesse. Altri tre all'obbligo di dimora

Smontavano auto rubate e le rivendevano a pezzi: una banda specializzata in furti su commissione è stata sgominata dai carabinieri del nucleo investigativo di Torino, che ha arrestato quattro persone mentre altre tre sono finite all'obbligo di dimora.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ivrea, ha permesso di individuare a Malanghero, frazione di San Maurizio Canavese, il quartier generale della banda dove arrivava la maggior parte delle auto rubate a Torino e provincia. Nel corso delle perquisizioni, i militari dell'Arma hanno sequestrato più di 50 centraline decodificate di autovetture che, dai primi accertamenti, sono riconducibili ad altrettante vetture oggetto di furto. 

Un appezzamento di terreno di proprietà di un 43enne di San Carlo Canavese (ora ai domiciliari) era stato recintato e trasformato in una fabbrica con una catena di smontaggio di auto rubate. Le operazioni erano effettuate da lui, dalla moglie, dai figli e da altri parenti utilizzando attrezzi e apparecchiature professionali e un muletto per facilitare lo spostamento delle carcasse.

Nel corso delle indagini, si è accertato che le autovetture venivano rubate su commissione di un italiano, titolare di una ditta di autodemolizioni di Torino nord, che richiedeva, in base alle esigenze del mercato, pezzi di ricambio costosi, quali parti di carrozzeria (portiere, cofani, gruppi ottici), scatole guida e motori di particolari marche di case automobilistiche (Fiat, Ford e Alfa Romeo).

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Una volta smontate le auto, le scocche venivano trasportate nelle campagne circostanti del Canavese per essere abbandonate. I pezzi di ricambio venivano stoccati in un garage sotterraneo situato nella zona industriale nord di Torino, non riconducibile al gruppo criminale.

Nel mese di settembre, i militari del nucleo investigativo hanno messo fine alle attività della banda con un blitz che ha permesso di arrestare tre persone (ora destinatarie della misura cautelare che le ha messe ai domiciliari) mentre smontavano una Ford Fiesta.

Il nome del proprietario dell'officina abusiva è legato ad una vecchia rapina all'ufficio postale di Ceresole D'Alba (Cuneo) il 1 dicembre del 2003. Era rimasto ferito nella sparatoria dove morì il carabiniere Massimo Guerini che si era appostato insieme ai colleghi per fermare i rapinatori dell'ufficio postale. Nella sparatoria era morto anche uno dei rapinatori della banda.

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