Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Sindone, la prima ostensione in mondovisione. Il Papa: "Gesù ci guarda"

L'arcivescovo di Torino Nosiglia ha abbracciato e salutato uno per uno i circa 300 malati e infermi, tra cui anche diversi bambini, prima che, a gruppetti, venissero accompagnati davanti alla Sindone per un minuto di meditazione

E' andata ieri sera in onda in mondovisione dal Duomo di Torino la prima Ostensione televisiva in digitale, con un video messaggio di Papa Francesco rivolto a tutto il mondo e pieno di parole come "fiducia", "speranza", "ascolto", un messaggio denso, ma fatto di parole semplici e dirette nello stile al quale ormai Papa Bergoglio ha abituato i fedeli del mondo intero.

"Cari fratelli e sorelle - ha detto il Papa nel suo messaggio proiettato nella cattedrale - mi pongo anch'io come voi davanti alla sacra Sindone, e ringrazio il Signore che ci offre, con gli strumenti di oggi questa possibilità". Il Papa ha voluto sottolineare come il volto di Cristo defunto in realtà guardi chi lo guarda. "Ci guarda e nel silenzio ci parla - ha detto - questa immagine ci invita a contemplare Gesù di Nazaret, parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario, a immergerci nel silenzio eloquente dell'amore".

Poi un forte richiamo ai più deboli e alle vittime della violenza umana:"Questo volto sfigurato - ha detto - assomiglia a tanti volti di uomini e donne feriti da una vita non rispettosa della loro dignità, da guerre e violenze che colpiscono i più deboli. Eppure comunica una grande pace. E' come se lasciasse trasparire un'energia contenuta ma potente, è come ci dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza: la forza dell'amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto". Un messaggio forte, ascoltato in silenzio nel Duomo di Torino da un pubblico ristretto, 300 persone tra malati, disabili e loro accompagnatori e una trentina di giovani in difficoltà per problemi familiari e anche di lavoro. E dai preti della Diocesi in Torino con in testa l'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia che, in apertura cerimonia, dopo i primi canti e i primi momenti liturgici, si è inginocchiato, lui solo, davanti al sacro lino per un minuto di raccoglimento. In quel momento e solo in quel momento, per pochi secondi si è aperta davanti a lui e alle telecamere la grande vetrata che custodisce la Sindone alla temperatura costante di 20 gradi.

Nosiglia ha fatto suo il messaggio del Pontefice e invitato i fedeli "a farci guardare dalla Sindone, a interpellare l'Uomo della Sindone. Il nostro non è un semplice osservare, ma un venerare, è uno sguardo di fede, un lasciarci guardare". Rivolgendosi ai malati in Duomo, Nosiglia ha poi aggiunto come 'il volto dell'Uomo dei dolori, in cui si rispecchia la sofferenza e l'abbandono di tanti uomini e donne soggetti a violenze, ingiustizie, soprusi, guerre, fame e miseria, riveli quanto è potente l'amore di Dio. Il messaggio della Sindone - ha aggiunto - è rivolto soprattutto voi cari malati che partecipate in prima persona al mistero del dolore".

"Il messaggio di Papa Bergoglio - ha poi detto Nosiglia parlando con i giornalisti - è stato semplice e diretto. Perché la verità di fatto è semplice e il Papa lo sa bene". L' ostensione televisiva, ricca di letture e diversi momenti musicali e canti, anche gospel, grazie agli interventi del Coro della Cattedrale di Torino, dell'organista Marco Limone e dell' Ensemble Filarmonica di Padova, si è conclusa con la processione di tutti i malati e i loro accompagnatori davanti alla Sindone. Dopo che l'arcivescovo Nosiglia li aveva benedetti, abbracciati e salutati uno per uno. Hanno cominciato dei bambini recanti mazzi di fiori, poi i malati in carrozzina, poi i disabili mentali, e così via, un pellegrinaggio silenzioso, commosso, non rituale. (Fonte Ansa)

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