Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Il bicchiere della staffa e l'antica storia dell'osteria torinese

L'usanza di bere un ultimo bicchiere alla fine delle feste ha origini molto antiche. Nel Quattrocento a Torino la praticava già una nobile coppia in viaggio di nozze

Chi ama fare tardi alle feste conosce bene l'espressione “bere il bicchiere della staffa”. Indica in pratica l'ultimo bicchiere prima di andare a dormire, che può essere bevuto da soli (come nell'inglese “nightcap” che indica soprattutto l'uso in solitaria a casa) o in compagnia, alla fine di una serata tra amici.

Il riferimento alla staffa è una testimonianza chiara dell'antichità di questa “tradizione”, in uso fin da quando il mezzo di locomozione più usato era il cavallo. In Italia, ad esempio, tra le testimonianze più antiche di “bicchiere della staffa” ce n'è una che riguarda Torino.

Era il 1481, e nella Contrada di San Pier del Gallo (corrispondente all'attuale via Torquato Tasso, nei pressi di Largo IV Marzo e via Conte Verde) vi era il miglior albergo della città, l'Ostaria San Giors (San Giorgio). Il 24 febbraio a Mantova, Chiara Gonzaga aveva sposato Gilberto I di Borbone, conte di Montpensier e delfino d'Alvernia. Nel viaggio di nozze verso la Francia, la coppia fece sosta a giugno proprio a Torino. E qui, secondo una antica storia riguardante i Gonzaga, prima di partire per le cavalcate nei prati intorno a piazza Castello i due nobili sposi bevevano il cordiale serviti dall'oste quando già avevano il piede in una staffa.

A riportare l'episodio è tra gli altri un libro del 1988 di Carla Torre Navone sulle antiche curiosità torinesi.

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