Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Barriera di Milano / Via Claudio Monteverdi

"Sigilli" in via Monteverdi, le Poste murano gli uffici razziati dai ladri

A seguito delle continue incursioni dei predoni del rame e della ghisa le Poste hanno deciso di chiudere ogni varco. Ma nel Regio Parco non tutto sarà dismesso

Cancelli chiusi con i lucchetti, doppia mandata per le poste. Oltre a finestre e saloni inutilizzati e dunque murati senza alcuno scrupolo. Per mettere un freno alle continue razzie dei predoni del rame e della ghisa e alle incursioni dei vandali le Poste hanno deciso di adottare l’unica soluzione possibile: quella di sigillare tutti gli stanzoni di via Monteverdi che nell’ultimo anno hanno ricevuto visite sgradite ma forse previste dato lo stato di abbandono.

Una storia rimbalzata più volte agli onori della cronaca attraverso le denunce dei residenti e quelle foto che mostrano senza pietà bagni sventrati, ascensori distrutti oltre a pavimenti e controsoffitti ridotti ad uno vero e proprio scheletro. Per non parlare dei muri abbattuti, delle finestre sfondate e di quei lavandini fatti a pezzi a colpi di mazza. Tutto al solo scopo di portare via il rame di cui oggi restano solo le guaine.

“Visto quello che è successo in tutti questi mesi – spiegano dagli uffici centrali – abbiamo deciso di mettere l’intero palazzo in sicurezza”. Un luogo che un tempo era un punto di riferimento per i quartieri Barriera di Milano e il Regio Parco. Mentre oggi delle poste di via Monteverdi rimane solo un cumulo di macerie. “Sembra stato bombardato di recente” rivela un passante guardando quei muri neri dai segni dei roghi e quelle porte spaccate in due come la maggior parte degli interni.

Uno dei centri di recapito più grandi di Torino dove ogni giorno venivano smistati migliaia di pacchi e che una volta dismessi uffici e magazzini è diventato casa per ladri e disperati. A tal punto che in alcuni locali è sparito persino il pavimento, per non parlare del controsoffitto. Ma il degrado non deve ingannare. In via Monteverdi i camion e i furgoni con il marchio giallo delle Poste continuano a fare avanti e indietro, anche se in misura inferiore. Le poche attività rimaste si svolgono oggi nei container montati in cortile. Mentre tutto intorno gruppi di operai si affrettano a mettere un freno alle intrusioni dei ladri di metalli, mai sazi purtroppo.

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